<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-3925340852328199394</id><updated>2011-07-29T06:20:32.658+02:00</updated><category term='narrativa'/><category term='io'/><category term='caldo'/><category term='poesia'/><category term='premiato'/><category term='dicerie scribacchierie'/><category term='composizioni'/><category term='nullafacenza'/><category term='a puntate'/><category term='camminante'/><title type='text'>potrebbe servire un po' di silenzio.</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>johnny</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02011491482958476415</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_GOImZpdFWFE/SJEeaVRwtlI/AAAAAAAAAAM/GDxHL0y4mRE/S220/ammazza.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>57</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3925340852328199394.post-5059880645387952184</id><published>2011-02-06T04:12:00.001+01:00</published><updated>2011-02-06T04:16:40.431+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='camminante'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='composizioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='io'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dicerie scribacchierie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='narrativa'/><title type='text'>nel triangolo inscritto</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;p style="font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 16px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;&lt;strong style="font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 16px; "&gt;-Il lato più breve-&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 16px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;Il freddo semplificava un po' le cose, ed era bello anche per questo. Bisognava stare fermi, per meglio sopportare la forza del vento, per meglio opporre il proprio corpo alla pesantezza dell'aria fredda. Decidemmo di non stringerci, non sembrava la cosa più naturale da fare, e non la facemmo. Facevamo finta di ridere, o meglio cercavamo di fingere che quelle risate non fossero amare. Certe cose vanno sempre fatte in una stazione, dove il rumore del treno ti rende scomodo, ti mantiene sempre viva nella mente quella sensazione di non appartenenza a quel luogo, un luogo dove si transita soltanto e dove niente vi appartiene. Che sollievo. L'estraneità è quasi una gioia in giornate come quelle, fredde e limpide come il vetro, lontane come solo l'inverno sa essere. Era già da un po' che non ascoltavo più, il freddo mi sembrava l'unica cosa reale, ed era bene così. In fondo la conoscenza del perché rende tutto senza significato. Di tanto in tanto ridevo, alzavo gli occhi e respiravo forte, lei si fermava a guardare i binari, poi sorrideva ed inseme chinavamo il capo come ad accompagnare la risata. Parlavamo di cose senza senso, senza importanza, bastava dire delle parole, l'importante era solo quello: il suono di ciò che si diceva, non il suo significato. Ci sentivamo giovani, essendo lontani. Avevo fame, ma non lo dissi, me ne vergognai come un bambino, pensai che avrei mangiato meglio da solo, che dopo sarei stato molto meglio solo. Non mi curavo di cosa lei pensasse, non ero lì per lei ne lei era lì per me, eravamo solo dove dovevamo essere, nel freddo che ci teneva uniti, insieme, lontani, sereni. Decisi di non fare domande, di non chiedere niente, nessuna spiegazione, sarebbero state troppo serie ed avrebbero prodotto una discussione troppo seria. In quel momento dare importanza a qualcosa sarebbe stata una condanna, dover ammettere qualcosa una cattiveria inutile, non potevamo sopportarlo, non ne avevamo la forza ne la voglia o l'animo, eravamo vuoti, pieni solo del vento, un vento freddo che voleva quasi giustificare la nostra presenza, non avevamo altri obblighi verso noi stessi ne verso quel luogo, non avevamo altro da fare se non stare lì. Fui stranamente contento che non piovesse, il celo poco nuvoloso mi rasserenava, con la pioggia si sarebbe perso tutto: il freddo, la panchina, i treni e persino il loro rumore; la pioggia avrebbe coperto tutto rendendolo uguale a noi, lo avrebbe riempito come riempiva noi, ci avrebbe fatto appartenere l'un l'altro ed insieme a quel luogo, a quel giorno che non doveva essere di nessuno, tanto meno il nostro. Mi guardava poco, preferiva le rotaie o il celo, tal volta si fermava sulle persone, si voltava solo per sorridere, chinava il viso e si copriva un po' il naso, io restavo fermo guardandola di lato, mi voltavo spesso indietro ma restavo comunque a guardarla. In quel momento avrei desiderato avere il vizio del fumo, una sigaretta fra le dita, il gesto ripetitivo del fumare, l'odore sgradevole, l'accendino che non funzionasse bene. Guardai una donna col cane, piccolo e chiaro, simpatico, la guardammo insieme, provai un po' di nostalgia ma non capii bene perché. Aspettammo che si allontanasse seguendola con lo sguardo, poi ci guardammo senza sorridere. Socchiusi cli occhi ed alzai un po' la testa facendo un lungo respiro, che mi gelò i polmoni, poi le sorrisi. Lei era seria. Ci alzammo ed uscimmo lenti dalla stazione. Quel lungo tratto lo percorremmo mano nella mano.&lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 16px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;-&lt;strong style="font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 16px; "&gt;Il vertice opposto-&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 16px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;C'erano troppe persone in quella stanza, anche se sembrava quasi non ce ne fosse nessuna. Dal tavolo si alzavano fumi di sigaretta che mi davano un po' fastidio agli occhi, ma feci finta di non badarci, ero l'unico che non fumasse e non mi andava di alzarmi. Bevevo, piano, quasi per ammazzare il tempo, per tenermi occupato mentre guardavo senza vedere la partita che si svolgeva stanca a quel tavolo. Avevo finito di giocare ed era ormai troppo tardi per rientrare. Pazienza, pensai, fra un po' ce ne saremmo andati comunque tutti. Lei si tolse le scarpe lamentandosi, piegò le gambe sulla sedia e comincio a massaggiarsi i piedi. Le sorrisi, lei mi rispose con una smorfia, sorseggiai quello che avevo nel bicchiere.&lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 16px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;“Ti farei un massaggio” le dissi, “ma...”&lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 16px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;“Lo so, non ti piace toccare i piedi delle persone...figurati.”&lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 16px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;Mi sorrise, ma la voce era lontana, o almeno a me sembrava così, che in fondo è la stessa cosa. Finì quello che avevo nel bicchiere e lo posai, di fronte si chiacchierava, ma non mi sembrava interessante. Qualcuno propose di fare un giro in centro, io pensai che camminare in strada col freddo mi avrebbe fatto bene, ma avevo mal di testa e volevo stare da solo. Si parlava di cosa fare, io non risposi, mi sarei defilato e avrei camminato un po'. Lei mi guardò un attimo poi disse&lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 16px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;“Non posso camminare, mi fanno troppo male i piedi....”&lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 16px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;“Lo so... peccato”&lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 16px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;Mi venne in mente un ricordo, di almeno 15 anni prima, un ricordo insignificante, scolorito, che non credevo nemmeno di avere, una cosa stupida di quando ero un ragazzino. È curioso come poi ti vengano in mente certe cose, del perché, se mai ci fosse, in un preciso momento ed una precisa immagine che riaffiora, senza preavviso, senza alcuna volontà, senza nessun legame con quello che stai facendo o vivendo. O forse è quello il gioco, il voler trovare per forza un legame, per forza un perché, senza pensare che forse siccome sono due momenti della tua vita sono legati per forza, sei tu il legame, quello che sei, che dipende sempre da quello che eri in quell'immagine che ricordi. Bisognerebbe solo accettare le cose per quello che sono, che non dipende affatto da quello che siamo noi. Mi sorpresi ad essere lieto per quell'immagine, ad essere divertito dal ricordare persone che non vedevo più, né avrei mai più rivisto in seguito. Le cose vecchie della vita a volte sembrano oggetti da mettere su di un tavolino, certamente inutili, ma è come se ne sentissi la mancanza quasi senza saperlo. Non volli dare nessun significato a quel ricordo, in fondo non ne hanno mai, né quando nascono né quando rivengono alla mente. Il tempo non ci appartiene affatto, non possiamo capirlo, non possiamo dominarlo, non possiamo accettarlo. In questo i ricordi sono una truffa, un espediente per credere in qualcosa, in quello che siamo stati, per convincerci che c'eravamo da qualche parte, che ne valeva la pena. Ma non è vero, i ricordi non sono mai sinceri, sono l'aspetto delle cose che ci piace vedere. Il più delle volte sono una consolazione, ed è il massimo che possiamo sperare. Il mal di testa mi distraeva, cominciava a farsi troppo insistente, il dolore mi innervosiva e cominciavo ad essere impaziente. Dovevo fare qualcosa che mi aiutasse a dimenticare quel dolore, e non c'era niente in quella stanza che sembrava fare al caso mio, anzi tutte quelle presenze quasi amplificavano il mio nervosismo, ovattavano l'aria e la facevano pesante. Mi alzai tentando di mantenere un'aria indifferente per nascondere il dolore, lei mi guardò e comprese tutto. Si alzò senza mettersi le scarpe e mi venne dietro nella stanza, mi porse un bicchiere pieno per metà con un sorriso, fui contento ed un po' mi rasserenò. Sorseggiai lentamente, lei mi rimase di fronte con un sorriso lieve, luminoso, bello come una carezza, come una mano calda. Mi sentii meglio e le fui grato. Posai il bicchiere e presi la giacca, la guardai per un po', poi le baciai la fronte carezzandole i capelli, salutai tutti e scesi in strada. Il freddo mi faceva bene, il silenzio dell'ora tarda fu un sollievo. Camminai per un bel po' prima di decidere dove andare. Mi fermai e mi appoggiai ad un lampione, presi il cellulare e scorsi la rubrica con calma. Chiamai un vecchio amico che da giorni mi ero ripromesso di sentire. Gli raccontai molte cose, poi ripresi a camminare.&lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 16px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;&lt;strong style="font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 16px; "&gt;-Il terzo lato-&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 16px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;Si termina sempre in una stazione. L'aria non era neanche troppo fredda. Avevo il desiderio di toccarla con la punta delle dita, le mie dita calde ed il suo viso un po' freddo, ma me ne vergognai e non lo feci. Lei forse lo capì ma non fece niente. Il malessere è come una bugia alla quale non riusciamo a credere, il ricordo costante di ciò che in qualche modo abbiamo perso. Ha la stessa natura del tempo e non è vero che passa, spesso ci si abitua soltanto. E lo si ripone in disparte, proprio come un ricordo, tanto che col tempo ne dimentichiamo persino il perché, ci rimane solo quel piccolo sentimento, come uno spillo nella pelle. Io rimasi con le mani strette in tasca, quasi a volermi reggere a quello spillo, a volermi aggrappare a quel malessere al quale mi ero abituato già da troppo. Non ebbi la forza di tirarle fuori. Forse avrei preferito non dover parlare, rimanere in balia dei rumori delle altre persone e guadarla, guardarmi mentre la guardavo, guardarla mentre mi guardava. Guardarla per il solo gusto di tenerla negli occhi, per come la vedevo limpida e bella mentre mi sorrideva, per riuscire a credere che era lì perché c'ero io così come io ero lì perché c'era lei. Mi sarebbe bastato, almeno per un po', e forse sarebbe bastato anche a lei. Ma non ne fui in grado, non riuscii a farmelo bastare, a spegnere il pensiero come sapeva fare lei. Peccato. Come sono crudeli a volte le parole, con la loro verità, il loro peso sui nostri volti, le espressioni, a voler spiegare chi siamo, tolgono il respiro agli occhi, al guardare, al silenzio che spesso ci consola. Parlammo per un po' di cose futili, come se fosse normale. Ridevamo leggeri, o almeno sembrava, ma non c'era differenza, non per noi. Cercavo di non avere ricordi, volevo riempirmi solo di quella stazione, di quei rumori, delle persone che andavano e venivano, delle parole leggere che dicevamo, dei sorrisi, di lei che si toccava il naso, dei suoi capelli, di me che mi lisciavo la barba. Che cosa stupida in fondo. Come se tutto potesse poi servire a qualcosa, tutte quelle parole che ci saremmo detti, alle quali poi avremmo creduto, tutti i miei pensieri, le sue spiegazioni, le mie reazioni ed i suoi sorrisi. In quel momento avrei voluto saper credere, smettere di capire e credere, solo quello, senza pensieri o ragioni, senza domande, solo credere. Mi guardai le mani, lo feci senza pensarci, osservai i palmi aperti e gli anelli, la linea delle dita e le unghie un po' lunghe, le linee della pelle. Tutta la mia sicurezza in quelle mani, nelle mie dita, nelle mie unghie. Richiusi i palmi lentamente e le rimisi in tasca, lei mi stava guardando forse un po' incuriosita e con un sorriso flebile negli occhi. Non riuscii a sorriderle. Ci raggiunse una voce alle spalle, una vecchia amica, più sua che mia. Allegra ci venne incontro salutandoci, si abbracciarono, io la salutai con un cenno ed un sorriso. Parlavano e ridevano, intanto cominciammo a fare qualche passo. Io mi tenni un po' indietro per guardarle meglio, per guardare lei mentre chiacchierava di cose che non mi riguardavano. Lei che rideva. Volevo tenerla il più possibile negli occhi, nello sguardo, volevo vederla. Mi sentii un po' solo, e fu un sollievo, come un lungo respiro, guardarle da lontano. Mi guardai intorno, mi venne in mente una vecchia canzone che canticchiai, avrei voluto sentirla nell'aria. Ma mi accontentai di ricordarla. Continuai a stringere le mani in tasca mentre camminavamo, lei si voltava di tanto in tanto per vedermi qualche passo dietro di loro. Un po' mi mancava il freddo dei giorni passati, il vento. Si fermarono, si dissero qualcosa e la nostra amica mi guardò pronunciando un “va bene”. Mi sorrise ed io la salutai raggiungendole, si baciarono. Restammo di nuovo noi due. Ci avviammo verso l'uscita della stazione, lei mi prese sotto braccio abbassò la testa in un gesto di confidenza e mi disse ridendo&lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 16px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;“Ho quasi avuto paura che non se ne andasse più”.&lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 16px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;Ridemmo insieme. Ci fermammo indecisi su cosa fare, lei si voltò e disse&lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 16px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;“Camminiamo un po'?”.&lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 16px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;Annuii e ci avviammo, lasciai a lei il compito di decidere dove andare, tanto per me non faceva differenza, in realtà camminare un po' mi scocciava, ma era un ottimo modo per evitare la gente intorno, per sentirci come se fossimo soli. E poi la distrazione di compiere un gesto mi era necessaria, e forse era necessaria anche a lei. Camminammo, come voleva lei. Per fortuna erano le sei di sera ed il sole era già calato da un bel po'. Almeno il buio mi rianimava un po', il sole sarebbe stato insopportabile, con la sua luce. Lei si raccolse i molti capelli tenendoli fermi con una matita. Come era bella in quel gesto, mi dava sollievo, li raccoglieva tutti tenendoli alzati sopra la nuca e scoprendo il collo, ed era chiara come una luce mentre lo faceva, limpida come la calma. La guardai e decisi che quello sarebbe stato il mio ricordo, la sua bellezza sarebbe stata la mia consolazione. Mi sentii meglio. Mi guardò abbassando un po' la fronte, poi mi chiese tirando un sospiro&lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 16px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;“Perché?”.&lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 16px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;Io abbassai il viso per qualche secondo, poi tentai di risponderle mentre riprendemmo a camminare. Le raccontai il tempo trascorso, le raccontai dello spillo che avevo nella pelle, del mio malessere, delle mie idee, le delusioni, le cose accadute, quelle perse, le raccontai di quei giorni in cui lei ancora non c'era, di quei giorni in cui forse non c'ero nemmeno io. Poi le dissi anche dei giorni in cui lei arrivò. Di tutte quelle cose che non capii, di quelle che credevo di aver capito. Le dissi delle persone che avevo conosciuto e di quelle che stavo conoscendo. Avrei voluto dirle il perché di molte cose, ma non lo trovai e fui sincero. Tentai di farle vedere le mie parole, di farle vedere lei stessa, me stesso, quella sera e le altre trascorse. Le parlai delle cose che sapevo e di quelle che non sapevo. Lei mi ascoltava guardando la strada, talvolta si voltava verso di me. Io tentavo di guardarla il più possibile. Si toccava spesso il naso con la punta delle dita, mi piaceva quel gesto, mi piaceva come lo faceva, quasi senza accorgersene, mi piaceva guardarla mentre lo faceva. Era rassicurante, bella, quieta. Incrociammo gli sguardi proprio mentre lo faceva, scoppiammo a ridere. Fu come un grosso respiro si sollievo. Si rifece seria in un attimo, mi raccontò anche lei di alcuni suoi giorni, di una cosa accaduta, di lei nei giorni in cui non c'ero. Io volevo solo capire, poi il resto, credevo, sarebbe venuto da sé. Non avevo certezze e non cercavo conferme, questo almeno era già qualcosa.&lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 16px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;“Andiamo di qui, ho bisogno di fumare” mi disse.&lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 16px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;Ci fermammo vicino ad un muretto, io mi sedetti, lei mi rimase di fronte. Si accese una sigaretta. Non mi piaceva vederla fumare, ma non ci feci caso. Aveva gli occhi bassi, forse cercava qualcosa da dire. Io la guardavo fisso, ebbi l'istinto di carezzarle i capelli, ma mi trattenni e non so nemmeno perché. Lei salutò un amico che passava in quel momento, scambiarono qualche battuta. Tornata da me le dissi “Rassicurami”.&lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 16px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;Lo dissi ridendo, come uno scherzo, ma in fondo ci speravo. Speravo in un gesto o in una parola che rendesse tutto chiaro. Speravo in qualcosa che mi togliesse il peso della comprensione. Lei mi guardò seria, buttò la sigaretta rispondendo che non sapeva come fare. Anche lei aveva il suo malessere, il suo spillo, io lo sapevo e non potevo aspettarmi niente, né tanto meno me l'aspettavo. Non c'era niente da aspettarsi, lo sapevamo tutti e due. L'unica cosa che le chiesi fu di non nascondersi, non mentirmi, così come io non mi nascosi, era l'unica certezza che avevo, l'unica che volevo avere. Forse era tutto lì. Forse percorrevamo lati diversi, che si sarebbero incontrati chi sa dove, o forse no. Non lo sapevamo. Cominciammo a camminare, questa volta fummo più vicini, ci guardavamo. Io alzai la testa, pensai che alla fine era tutto lì il senso, in quella strada. Avrei voluto sapere dove eravamo, ma forse non importa, non più almeno. Ci fermammo, le presi la mano e le dissi con un po' d'imbarazzo&lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 16px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;“Forse ho bisogno di una persona come te nella mia vita...”&lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 16px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;“Si, forse si”.&lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 16px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;Mi strinse il braccio al collo e mi diede un bacio sulla guancia. Mi disse con il viso ancora appoggiato al mio&lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 16px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;“Devo andare scusa....”.&lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 16px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;Mi sorrise un po' amara, io la guardai entrare nel portone qualche metro più in là. Mi guardai la mano prima di incamminarmi pensando a cosa mi fosse servita quella sera, mi domandai se in qualche modo avessi trovato le risposte in cui speravo. Mi risposi che non lo sapevo. Mi rimisi la mano in tasca e mi avviai.&lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 16px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 16px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 16px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;(postilla: ho pensato, perché scrivere di qualcuno è un dono infinito che spesso non si riesce ad apprezzare. E' come immergere quel qualcuno nella luce del ricordo, nella gioia che si ha nel rivivere quel momento che si è scritto, dove tutto non può essere che migliore, migliore persino di noi che scriviamo. Pur essendo la verità, è pur sempre qualcosa di scritto.)&lt;/p&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3925340852328199394-5059880645387952184?l=potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/feeds/5059880645387952184/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3925340852328199394&amp;postID=5059880645387952184' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/5059880645387952184'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/5059880645387952184'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/2011/02/il-lato-piu-breve-il-freddo.html' title='nel triangolo inscritto'/><author><name>johnny</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02011491482958476415</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_GOImZpdFWFE/SJEeaVRwtlI/AAAAAAAAAAM/GDxHL0y4mRE/S220/ammazza.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3925340852328199394.post-6947046582159690682</id><published>2010-07-19T04:16:00.003+02:00</published><updated>2010-07-19T04:21:07.594+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='poesia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dicerie scribacchierie'/><title type='text'>dopo un po' di tempo</title><content type='html'>All'ultima amica su questa spiaggia (titolo)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riconoscerò la mia fine&lt;br /&gt;appena ne sarò degno,&lt;br /&gt;e per ciascuno di loro&lt;br /&gt;sarò pronto,&lt;br /&gt;e ciascuno di loro&lt;br /&gt;sarà pronto per me.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di te anima&lt;br /&gt;cercherò la mano&lt;br /&gt;amandola stretta.&lt;br /&gt;Piano ti mostrerò&lt;br /&gt;la mia sabbia&lt;br /&gt;e desidererò,&lt;br /&gt;abbandonarmi&lt;br /&gt;sui tuoi occhi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Conterò quei&lt;br /&gt;pochi giorni che&lt;br /&gt;tardano a venire,&lt;br /&gt;nei miei dispiaceri&lt;br /&gt;ritroverò tutto&lt;br /&gt;il tempo perduto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rimango mentre&lt;br /&gt;te ne vai e mentre&lt;br /&gt;me ne vado,&lt;br /&gt;rimani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(ho l'idea che a scrivere la verità ci si senta ridicoli)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3925340852328199394-6947046582159690682?l=potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/feeds/6947046582159690682/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3925340852328199394&amp;postID=6947046582159690682' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/6947046582159690682'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/6947046582159690682'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/2010/07/dopo-un-po-di-tempo.html' title='dopo un po&apos; di tempo'/><author><name>johnny</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02011491482958476415</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_GOImZpdFWFE/SJEeaVRwtlI/AAAAAAAAAAM/GDxHL0y4mRE/S220/ammazza.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3925340852328199394.post-4734706113486445177</id><published>2010-02-21T06:25:00.002+01:00</published><updated>2010-02-21T06:37:47.632+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='poesia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dicerie scribacchierie'/><title type='text'>un piccolo ritorno...</title><content type='html'>Devo abituarmi alle mie assenze.....e va beh. Ritorno con un po' di ritardo con una poesia, appena scritta in verità. Eccola a voi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IMMAGNIFICO.&lt;br /&gt;Forse&lt;br /&gt;di tutto questo&lt;br /&gt;ne troverò la gioia.&lt;br /&gt;Piccola,&lt;br /&gt;un solo attimo,&lt;br /&gt;ma tutta mia.&lt;br /&gt;Forse&lt;br /&gt;che il tuo sorriso&lt;br /&gt;non sia per me&lt;br /&gt;non importa.&lt;br /&gt;Mi basterà vederlo.&lt;br /&gt;Mi accontenterò&lt;br /&gt;di un ricordo,&lt;br /&gt;che mi faccia sedere&lt;br /&gt;un po' più in là.&lt;br /&gt;Potrò comportarmi&lt;br /&gt;come se fossi&lt;br /&gt;un desiderio,&lt;br /&gt;ed ingrato&lt;br /&gt;mi guarderò&lt;br /&gt;da lontano perdendomi.&lt;br /&gt;Forse&lt;br /&gt;non importa&lt;br /&gt;che tu ci sia,&lt;br /&gt;e forse non ci sei.&lt;br /&gt;Cercherò di credere,&lt;br /&gt;saprò dire la verità.&lt;br /&gt;Confiderò&lt;br /&gt;nella voce di un amico&lt;br /&gt;e distante&lt;br /&gt;resterò vivo.&lt;br /&gt;Starò bene,&lt;br /&gt;lasciando che la pioggia&lt;br /&gt;mi scivoli addosso&lt;br /&gt;come una carezza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3925340852328199394-4734706113486445177?l=potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/feeds/4734706113486445177/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3925340852328199394&amp;postID=4734706113486445177' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/4734706113486445177'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/4734706113486445177'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/2010/02/un-piccolo-ritorno.html' title='un piccolo ritorno...'/><author><name>johnny</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02011491482958476415</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_GOImZpdFWFE/SJEeaVRwtlI/AAAAAAAAAAM/GDxHL0y4mRE/S220/ammazza.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3925340852328199394.post-3675657744545994239</id><published>2009-09-09T03:45:00.003+02:00</published><updated>2009-09-09T04:42:13.848+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='camminante'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='composizioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dicerie scribacchierie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='narrativa'/><title type='text'>monologo sul viaggio......</title><content type='html'>&lt;div align="left"&gt;Con il passare del tempo il viaggio sembra l' unico modo per restare da qualche parte. Il solo spostarsi non lo contempla tutto, viaggiare è modificare lo spazio intorno, modificare come tale spazio interagisce con noi. Se guardi fuori te ne rendi conto. E' fondamentale. Bisogna vedere le cose che si allontanano per capire che si sta viaggiando. Il dove si arriva ha il solo scopo di indicare il compiersi, tenere a mente dove si è cercato. Se sei in viaggio la cosa peggiore sono i giorni che passano, il chiaro sentimento delle ore che se ne vanno. Un' agonia terribile, come sorseggiare l' ultimo bicchiere. Guardando fuori dai finestrini o dal vetro degli alberghi vedi distintamente i giorni passare, senti il sapore in bocca di ogni minuto. Alla fine comprendi come il piccolo tentativo di dare un colore a tutti quei minuti sia stato inutile, come in fondo non importa niente di che hai fatto, importa solo quello che riesci a ricordare. Le cose che vedi hanno lo stesso peso di quelle che ricordi, o che fingi di ricordare, perché in fondo l' immagine è solo un pretesto per credere di aver vissuto qualcosa per cui ne valeva la pena, qualcosa che rimane anche senza il tuo guardarla. Cosa comprensibile in fondo, perché la condanna dell' uomo è ostinarsi a cercare qualcosa che sia fuori da se stesso ma che lo renda comunque tale. Nelle stanze dei motel ho sempre avuto la netta sensazione di profanare un ricordo, di prendere il pezzetto di viaggio di qualcun altro. Si fa troppo presto a comprendere che le facce anonime, le lenzuola &lt;/div&gt;pulite, i bar ed i ristorante non hanno il potere che speravamo, non ti danno quella novità, quella distanza che renderebbe le cose come dovrebbero essere. Rimane la gente, ma dopo un po' ti stanchi anche di quella, degli stranieri, dei camerieri dei bar, delle commesse dei negozi di souvenir, e comincia a giungerti la curiosa sensazione che siano sempre le stesse persone che si cambiano d' abito. Stranamente rassicurante. Il bello sarebbe porsi nel mezzo nel decidere fra quello che vedi e quello che immagini, fra vivere e ricordare. Il viaggio è questo, cercare il punto preciso che ti permetta di confondere ciò che c' è dentro con ciò che c' è fuori. Il resto, se c' è, viene da solo. Lo sapevamo, lo abbiamo sempre saputo, solo che avevamo voglia di dimenticarlo. Sembra più semplice pensare al viaggio solo come al vivere posti che non ci appartengono, senza sapere che nessun posto ci appartiene, senza sapere che l' unica cosa che rimarrà del viaggio è l' essere stati lontano. Nelle stanze fredde senza umanità dei motel mi ha assalito la disarmante consapevolezza che per stare fermi basterebbe chiudere gli occhi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;postilla: si potrebbe pensare che in fondo il tempo è solo un modo per tenere da parte dove si è arrivati da dove ancora bisogna arrivare; ho travato in un cassetto un bigliettino scritto a mano, ho voluto credere alle parole che leggevo, come se fossero state dette da un amico.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3925340852328199394-3675657744545994239?l=potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/feeds/3675657744545994239/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3925340852328199394&amp;postID=3675657744545994239' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/3675657744545994239'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/3675657744545994239'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/2009/09/monologo-sul-viaggio.html' title='monologo sul viaggio......'/><author><name>johnny</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02011491482958476415</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_GOImZpdFWFE/SJEeaVRwtlI/AAAAAAAAAAM/GDxHL0y4mRE/S220/ammazza.jpg'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3925340852328199394.post-4312756192078290131</id><published>2009-08-25T04:29:00.003+02:00</published><updated>2009-08-25T05:31:22.665+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='camminante'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='composizioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dicerie scribacchierie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='narrativa'/><title type='text'>le cose accadono...</title><content type='html'>Lì dove era, appoggiato al vetro freddo della finestra, guardava fuori e pensava a tutte le cose che non riusciva a vedere. L' unica certezza che aveva era il bicchiere che aveva in mano. Immaginava cosa, in un' altra città, una certa ragazza stesse facendo, cosa stesse pensando. Forse non avrebbe dovuto trovarsi dove si trovava ora, forse in un preciso istante che non ricorda ha sbagliato strada, facendo girare la sua vita dove non doveva girare, facendole prendere una direzione che proprio non era la sua. Avrebbe dovuto innamorarsi, e magari essere sposato, avere un figlio. Cercò di buttare giù il contenuto del suo bicchiere, ma vi rinunciò, non era certo un bevitore, lo posò sul tavolo e si fermò ad osservarlo bene, in ogni suo lato, in ogni riflesso che il vetro creava, ogni piccola riga di colore che sfumava sulla superficie curva del bicchiere. Cercò &lt;span id="SPELLING_ERROR_0" class="blsp-spelling-error"&gt;disperatamente&lt;/span&gt; una risposta in quei riflessi, in quelle linee, ma non la trovò. Aveva solo la tremenda sensazione di trovarsi nel posto sbagliato, o nella vita sbagliata, che poi è lo stesso. Perché in fondo questo sono le persone: il posto in cui vivono, le cose che fanno, le persone che incontrano; ed è un magnifico paradosso, perché basta solo un soffio, un attimo per sbagliare strada e trovarsi ad essere una cosa diversa da quello che si dovrebbe, o si vorrebbe. Perché poi il dovere non esiste, non si deve essere niente, c' è solo quello che si vuole essere, quello che si vuole vivere. Sorrise al ricordo di un mattino nitido di primavera e di una pessima figura. Non aveva mai creduto alla favola ben &lt;span id="SPELLING_ERROR_1" class="blsp-spelling-error"&gt;confezionata&lt;/span&gt; del libero arbitrio, alla storiella che tutto è nelle nostre mani, tu puoi fare ciò che vuoi, le cose non &lt;span id="SPELLING_ERROR_2" class="blsp-spelling-error"&gt;funzionavano&lt;/span&gt; così, non per lui almeno. La verità è che in un attimo vedi quello che vorresti, ciò che vorresti essere, e ti metti a rincorrerlo, dovunque e comunque. Se sei fortunato raggiungi un quinto di quello che vuoi, un quinto di quella felicità che credevi di raggiungere. Se sei solo stanco, come lo è quasi tutta la gente, allora ti siedi e ti accontenti di quello che arriva, di quello che puoi prendere allungando appena la mano. E non si capisce di cosa poi si è realmente stanchi, perché in fondo non si è fatto niente. Solo di tanto in tanto con un bicchiere in mano, ti metti a ricordare quello che volevi, e ti basta, te lo fai bastare, immaginare come saresti stato se il mondo non andasse come va. E accade che cominci a crederci sul serio che le cose vanno come vanno, che poi uno deve andare avanti, che poi la realtà è un' altra, senza mai chiedersi "ma avanti dove?", senza mai pensare che il mondo gira in quel &lt;span id="SPELLING_ERROR_3" class="blsp-spelling-error"&gt;dannatissimo&lt;/span&gt; modo perché sei tu che lo fai girare, che se ti fermi un giorno e dici basta il mondo si ferma, che se ti volti e non vedi niente allora vuol dire che non hai fatto niente, che non sei niente. Che in fondo un quinto della felicità non è poi male. Bisbigliò la frase che sua madre gli diceva spesso: "la vita è come il latte, bisogna berla tutta prima che scada". Guardò &lt;span id="SPELLING_ERROR_4" class="blsp-spelling-error"&gt;istintivamente&lt;/span&gt; l' orologio pensando che non è poi troppo tardi. Decise che avrebbe dimenticato tutto, tutta la vita sbagliata fatta fino allora, tutto ciò che lo avrebbe distratto fino a che non avrebbe ritrovato lei, e da lì avrebbe &lt;span id="SPELLING_ERROR_5" class="blsp-spelling-error"&gt;ricominciato&lt;/span&gt; tutto, ogni cosa sarebbe passata, e se poi non l' avrebbe ritrovata pazienza, tanto non si &lt;span id="SPELLING_ERROR_6" class="blsp-spelling-error"&gt;ricorderebbe&lt;/span&gt; di aver fallito. Prese la sua piccola agenda e vi scrisse su di una pagina giusto al centro: "RITROVARE LA RAGAZZA"; così giusto per essere sicuro di non dimenticare pure quello. Pensò che in fondo ci sono tante strade diverse per andare in un posto....&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(piccolo brano che, appena adattato, finirà nel romanzo che sto scrivendo...il mio primo romanzo.)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3925340852328199394-4312756192078290131?l=potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/feeds/4312756192078290131/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3925340852328199394&amp;postID=4312756192078290131' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/4312756192078290131'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/4312756192078290131'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/2009/08/le-cose-accadono.html' title='le cose accadono...'/><author><name>johnny</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02011491482958476415</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_GOImZpdFWFE/SJEeaVRwtlI/AAAAAAAAAAM/GDxHL0y4mRE/S220/ammazza.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3925340852328199394.post-3426046954865517499</id><published>2009-06-20T04:22:00.002+02:00</published><updated>2009-06-20T04:25:54.303+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='camminante'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='composizioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dicerie scribacchierie'/><title type='text'>lettera all' insensatezza (sull' interiorità delle cose insensate, o l' insensatezza delle cose interiori)</title><content type='html'>In effetti il termine delle cose sta nell' iniziarle. E non è affatto cosa da poco anzi. La coscienza di certo non ha alcun reale scopo se non quello di metterci di fronte alle cose per quelle che sono. Ho sempre avuto seri problemi nel figurarmi il fine ultimo degli scopi, il concludersi dei progetti. Cosa che potrei considerare una dote artistica. Ma la sincerità esula dall' arte, come la vita esula dall' infinito. Anche qui ora, nel mio scriverti queste righe, fingo di porre le cose nella giusta misura, mentre non ho idea di quale sia questa misura. Considerare il filtro della mia opinione come plausibile è un bel gioco, il gioco della coscienza pulita, che non ha significato. Dovrei avere la forza di pormi nella tua coscienza. Ma francamente non ne ho alcuna voglia. Forse è questo l' errore, il considerare la volontà come una ragionevole spinta. In fin dei conti sono dove mi aspettavo di essere, e sebbene la previdenza sia una condanna, non riesco a vederci del male. Il tempo sarà l' unica porta che mi preoccuperò di aprire, per il resto basterai tu. Ti do carta bianca, fai pure tutto quello che avrei dovuto fare io, vivi come avresti dovuto vivere con me, tieniti tutti i meriti, per me non hanno valore. Non mi interessa dove andrai, se arriverai da qualche parte e con chi, mi basta il ricordo. In fondo il mio tempo è tutto qui, in quello che le mie mani riescono a tenere, e non me ne rammarico, anzi. Crederò alle bugie, anzi, ne inventerò altre in cui credere, e niente resterà dove è ora. Sai, non felice delle cose a cui ho rinunciato, sono felice delle persone che ho perso, poiché come sono riesco a guardarlo con rispetto. Non credo che la felicità sia avere ottenuto qualcosa. Non mi aspetto di essere capito, figuriamoci, non pretendo certo risultati, ne tuto questo ha uno scopo, in fondo la mia lontananza la considero un dono. Persino tu la vedevi speciale, e per questo non la sopportavi. Penso sia giusto, non perché le cose abbiano un particolare senso, ma perché riesco a concepire ciò che sono. Non voglio uscire, e non pretendo che qualcun altro entri. Tutto sommato non potrei trovami in nessun altro posto senza provare la nostalgia che provo. Non ti faccio nessun augurio, non per cattiveria per carità, ma perché le cose che sono per te non hanno alcun peso sulle mie mani. Mi sederò da qualche parte, aspettando che le nuvole mi indichino la via e facciano il loro corso.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3925340852328199394-3426046954865517499?l=potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/feeds/3426046954865517499/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3925340852328199394&amp;postID=3426046954865517499' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/3426046954865517499'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/3426046954865517499'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/2009/06/lettera-all-insensatezza-sull_20.html' title='lettera all&apos; insensatezza (sull&apos; interiorità delle cose insensate, o l&apos; insensatezza delle cose interiori)'/><author><name>johnny</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02011491482958476415</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_GOImZpdFWFE/SJEeaVRwtlI/AAAAAAAAAAM/GDxHL0y4mRE/S220/ammazza.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3925340852328199394.post-1498515162880350012</id><published>2009-06-06T02:38:00.003+02:00</published><updated>2009-06-06T04:02:34.551+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='a puntate'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dicerie scribacchierie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='narrativa'/><title type='text'>un' idea folle-puntata 7 (Come illudersi di ritornare)</title><content type='html'>Ecco a voi.....si lo so ho un assenza ingiustificata, ma capita. Mi sono ripromesso di essere più costante soprattutto con questa storia, e poi ho altre ideuzze da sviluppare. Vedrete, per ora scusatemi e leggetevi questo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I DIALOGHI SULL' ASSENZA&lt;br /&gt;D è fermo in piedi, guarda il cellulare spento che tiene fra le mani. Riprende a  camminare. Accende il cellulare ed attende qualche secondo, poi cerca il numero in rubrica. Lo trova. Dall' altra parte si sente lo squillo. Ne servono tre per avere risposta.&lt;br /&gt;"Ah D sei tu"&lt;br /&gt;"Si. Terrò il telefono spento, ti chiamo per sentirti ed avere qualche notizia. Lì che si dice? Hai avvertito tutti?"&lt;br /&gt;"Si. Ho fatto il giro di telefonate, ho parlato col tuo capo. Anche se vogliono indicazioni più precise. Per esempio quanti giorni starai via o se puoi continuare il lavoro da lì"&lt;br /&gt;"Non sono in grado di dare risposte, e poi ora come ora non me ne frega niente. Non ho nemmeno il portatile. Dì solo che tra qualche giorno mi farò vivo io"&lt;br /&gt;"Come preferisci. Allora non sai quanto starai lì?"&lt;br /&gt;"Ancora no. Me ne andrò, ma prima devo recuperare alcune cose, ritrovare alcune persone, forse"&lt;br /&gt;"Va bene. Fa come credi, però solo cerca di essere sicuro di quello che fai"&lt;br /&gt;"E' questo il punto. Io non sono più sicuro, non sono più sicuro di niente"&lt;br /&gt;"Non chiedere troppo a te stesso, e nemmeno agli altri. Siamo solo persone D!"&lt;br /&gt;"Non temere. Non ho niente da chiedere a nessuno. Ti chiamo fra un paio di giorni, tu non avere pensieri ok? Mi faccio sentire"&lt;br /&gt;Mentre spegne il cellulare si ferma. Resta qualche secondo indeciso su dove andare. Poi decide che prendere la direzione del bar può essere un buon inizio. Ha i passi lenti, volutamente pesanti. Non ha nessuno interesse per quello che gli sta intorno. Ha le mani in tasca e gli occhi leggermente bassi. Pensa che in fondo l' odio per quel paese provato fino ad ora non ha alcun senso. Prendersela con un &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;insieme&lt;/span&gt; di case gli sembra davvero stupido. Si guarda intorno, si sforza di avere qualche ricordo. Un particolare, un luogo. Qualsiasi cosa. Ma non gli viene niente in mente. Pazienza, pensa, mi verranno. Si sente chiamare. Si volta visibilmente irritato. Una ragazza lo raggiunge salutandolo con la mano. La ricorda, è quella che ha &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;incontrato&lt;/span&gt; davanti la chiesa. Ricorda anche di conoscerla da tempo, anni. Non gli viene il nome, ma non si sforza. Lo dirà lei. Lei lo raggiunge, sorridente, anche bella. Gli da un bacio sulla guancia, accennato. D non cambia espressione.&lt;br /&gt;"D come stai? Fuori la chiesa l' altro giorno mi hai fatto &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;preoccupare&lt;/span&gt;! Però capisco ovviamente, oddio sono anni che non ti vedo. Ma ti ricordi di me?"&lt;br /&gt;"Si mi ricordo, abbastanza" Accenna appena un sorriso. D non ha voglia di fare conversazione ma lei sembra non curarsene. Continua a sorridergli. Luminosa.&lt;br /&gt;"Meno male che ti ricordi. Pensavo te ne fosti andato"&lt;br /&gt;"No. Un po' &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;resterò&lt;/span&gt; qui, non so quanto"&lt;br /&gt;"E' una buona cosa allora. Stai dai tuoi immagino"&lt;br /&gt;"Si. Scusa se ti sembro sgarbato ma non sono di buona compagnia, ne mi entusiasma l' idea di &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;chiacchierare&lt;/span&gt;. Mi comprenderai"&lt;br /&gt;"In verità no. Non ti comprendo, però non ti biasimo"&lt;br /&gt;"E' &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;già&lt;/span&gt; qualcosa" D riprende a camminare e lei lo segue, un po' &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;indietreggiata&lt;/span&gt;. Camminano alcuni minuti in silenzio. Lei prende coraggio e gli si para davanti.&lt;br /&gt;"Scusa se te lo chiedo D, ma perché sei rimasto? Era ovvio che tu venissi, ma perché sei rimasto?" La voce è ferma, senza comprensione ne empatia. La domanda suona come un' accusa. D la guarda qualche secondo poi risponde calmo&lt;br /&gt;"Perché ci dovrebbe essere un motivo per rimanere e perché dovrei dirlo a te?"&lt;br /&gt;"Se non vuoi dirmelo sei liberissimo. Ma un motivo ci deve essere. In fondo te ne sei andato"&lt;br /&gt;"Quindi non posso rimanere. Siete strani voi altri"&lt;br /&gt;"Sai cosa penso? Penso che troppo spesso chi si sente diverso vede la sua diversità come un valore aggiunto. Tutti gli altri sono borghesi, banali, ordinari. Non hai mai nemmeno il sospetto che forse sei tu quello fatto male, sei tu che non sei fatto per gli altri?"&lt;br /&gt;"Francamente non capisco questa discussione. Tu non sai niente, ne di me, ne del resto. A me non frega niente di come siete fatti voi. Non voglio aver ragione, ne voglio darvi torto"&lt;br /&gt;"Però te ne sei andato. La cosa non ti rende migliore, spero te ne renda conto"&lt;br /&gt;"Vi sentite stranamente traditi. Siete strani voi altri"&lt;br /&gt;"Guardati bene in faccia D. Io volevo bene a tuo fratello, e volevo bene anche a te. Forse non te ne sei mai accorto ma non ha importanza. Il fatto è che sei scappato, non si capisce bene da cosa, ma sei scappato. E noi qui siamo rimasti cercando di capire da cosa tu stessi scappando. Ti abbiamo invidiato, ti abbiamo giustificato ma non siamo riusciti a capirti. Forse scappavi da noi, o forse scappavi da un' idea, da un preconcetto. Hai pensato che forse, quell' idea, quel preconcetto lo avevi creato tu? Lo so che per te forse non ha senso, ma noi ci siamo sentiti traditi, ci siamo sentiti soli. Non ti accuso di niente. Amavi tuo fratello, lo so, e forse hai amato anche me. Però te ne sei andato. Forse non dovrei dirti queste cose"&lt;br /&gt;D viene colpito dal ricordo. Un' improvvisa vergogna lo coglie dolorosamente. Lei forse ha ragione. D la guarda come si guarda qualcosa di lontano. Lei gli resta ferma davanti. D cerca qualcosa da dire, ma non lo trova. Riesce solo a guardarla, ora sa chi è. Questa volta lei riprende a camminare. D la segue, in silenzio, ma non smette di guardarla. In fondo è cambiata, cerca di giustificarsi. Ma non ci crede. Cammina e continua a guardarla. Lei sembra non curarsene. Gli parla senza guardarlo. La voce è incolore questa volta.&lt;br /&gt;"Ti rifaccio la domanda D. Perché sei restato?"&lt;br /&gt;D non risponde, ma d' altra parte lei non si aspetta nessuna risposta.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3925340852328199394-1498515162880350012?l=potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/feeds/1498515162880350012/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3925340852328199394&amp;postID=1498515162880350012' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/1498515162880350012'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/1498515162880350012'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/2009/06/un-idea-folle-puntata-7-come-illudersi.html' title='un&apos; idea folle-puntata 7 (Come illudersi di ritornare)'/><author><name>johnny</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02011491482958476415</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_GOImZpdFWFE/SJEeaVRwtlI/AAAAAAAAAAM/GDxHL0y4mRE/S220/ammazza.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3925340852328199394.post-5516471053434701701</id><published>2009-04-12T04:17:00.003+02:00</published><updated>2009-04-12T05:30:01.711+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='camminante'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nullafacenza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='composizioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='io'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dicerie scribacchierie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='narrativa'/><title type='text'>intermezzo sull' interiorità delle cose (ovvero la bellezza)</title><content type='html'>Servirebbe poter distogliere lo sguardo dalle cose, per riuscire a non esserne colpiti. Ma chiusi come siamo in una stanza buia, vi è ben poca possibilità di distogliere lo sguardo. Tal volta ci si affida ai suoni. In fondo il dove, come sempre, non ha alcuna importanza. Attendere sembra l' unica cosa sensata da fare, quindi è anche la più triste. La ragione ha sempre una connotazione tragica, come una condanna, una spietata sincerità che non lascia spazio al gioco del potrebbe. L' improbabile è una &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;meravigliosa&lt;/span&gt; piccola bugia che ci riscalda. Ci guardavamo in viso con troppa lealtà, &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;mentire&lt;/span&gt; sarebbe stata una salvezza ma non ne eravamo in grado, non potevamo fingere. Quindi sapevamo che le cose andavano come dovevano. Che in fondo il dovere è una truffa, come il tempo. L' immobilità dell' aria ci rassicurava, senza sapere &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;perché&lt;/span&gt;, ma anche il sapere è una truffa, la consapevolezza è la trappola peggiore, meglio la deriva, il vagare irresponsabile verso nulla di definito, verso un posto lontano solo prima di arrivarci, dove solo il giungere ci spiega il viaggio. Era quello di cui avevamo bisogno, che sognavamo ed ancora &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;sogniamo&lt;/span&gt;. Il giuoco cieco di dare sempre un perché raffredda gli animi, le cose hanno una tale coscienza di loro stesse che non hanno affatto bisogno della nostra, ingannevole come le speranze, come i giudizi, come le parole. Forse dovevamo solo credere, forse sarebbe bastato quello, ma lo sforzo era più grande della nostra volontà, o magari non avevamo una volontà. Era tutto lì, ne eravamo certi, era tutto nella nostra presenza, il senso delle cose stava nel fatto evidente che noi eravamo lì, in quel momento esistevamo. &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;Era&lt;/span&gt; la nostra forza, la nostra bellezza. Chiedere oltre non ci era concesso, ne volevamo che lo fosse. Era dentro, e ci bastava, il bello sarebbe stato quello. Finalmente sapevamo che vedere e guardare erano cose molto diverse, &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;ed eravamo&lt;/span&gt; ben disposti a rinunciare ad una delle due, anzi ci &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;avevamo&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;già&lt;/span&gt; rinunciato. Ora il buio era caldo, una mano dolce che ci stringeva. Ci avviammo piano verso quello che oramai non &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;avevamo&lt;/span&gt; più bisogno di raggiungere.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3925340852328199394-5516471053434701701?l=potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/feeds/5516471053434701701/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3925340852328199394&amp;postID=5516471053434701701' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/5516471053434701701'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/5516471053434701701'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/2009/04/intermezzo-sull-interiorita-delle-cose.html' title='intermezzo sull&apos; interiorità delle cose (ovvero la bellezza)'/><author><name>johnny</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02011491482958476415</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_GOImZpdFWFE/SJEeaVRwtlI/AAAAAAAAAAM/GDxHL0y4mRE/S220/ammazza.jpg'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3925340852328199394.post-8690069999732791565</id><published>2009-04-05T04:31:00.004+02:00</published><updated>2009-04-05T05:27:24.958+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='composizioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dicerie scribacchierie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='narrativa'/><title type='text'>"...sembra quasi che la notte non finisca mai e che io debba gia fare a meno della mia ombra"</title><content type='html'>Era ferma su quella panchina già da un' ora, o forse anche di più. Ma il tempo per lei non aveva alcuna importanza. Osservava ferma tutte le cose intorno, e senza riuscirci, cercava disperatamente di farle nuove. Purtroppo sapeva bene che di nuovo non esisteva niente, ne tanto meno riusciva a pensare che sarebbe dovuto esistere, non aveva ma creduto alla giustizia delle cose, ne al necessario compiersi dei fatti. Tutto ciò che sapeva, di cui era maledettamente sicura, era di essere sola su quella panchina, e la cosa le sembrava tristemente sufficiente. Guardava attenta tutto ciò che accadeva intorno, sorprendendosi a pensare che fosse tutto irreale, illusorio, lontano un milione di chilometri, come quelle vecchie pellicole in bianco e nero con quegli effetti troppo antiquati per avere un minimo di credibilità. Per un attimo chiuse gli occhi inclinando leggermente la testa in dietro, ma non si aspettava niente, aveva solo bisogno di far riposare un po' gli occhi. Sorrideva al pensiero che non sarebbe dovuta nascere lì, ma non riusciva proprio a trovare un posto dove sarebbe dovuta nascere, in fondo non aveva mai avuto nessuno interesse per nessun luogo, nessuna città che le fosse appartenuta, nessun posto che le fosse mancato. Niente di niente. Che cosa buffa però, la vita non faceva affatto per lei, eppure la incuriosiva tanto forse per questo la maggior parte della gente era solo una macchia informe, perché vivevano senza rendersene conto, dando la vita per scontato, mentre solo chi non ci era portato, a vivere, riusciva a vederne la curiosità. La crudeltà del mondo. Intorno a lei c' erano persone, vite anonime che si rincorrevano una dietro l' altra, piccole esistenze che scorrevano, tutte uguali, e lei che le guardava senza mai toccarle, senza che nessuna di loro toccasse lei. L' umanità. Non aveva mai capito bene cose significasse quella parola, cosa fosse poi l' umanità, cosa potesse mai accomunare milioni di piccoli esseri isterici che andavano tutti dalla stessa parte senza saperlo, senza capire, senza mai voltarsi verso gli altri che stavano di fianco. Per la prima volta forse riuscì a sentire chiaramente tutta la freddezza, tutta la desolazione di non appartenere a quella schiera di esserini, di non essere un membro dell' umanità. Non aveva mai visto così chiaramente la sua solitudine, la sua lontananza, la spietata evidenza della sua diversità. Nonostante tutto ne sorrideva, ma non aveva altro. Solo quel sorriso triste le rimaneva, solo quella piccola saggezza del tutto personale, che mai avrebbe potuto raccontare. Era tutto racchiuso in  quel sorriso, sola su di quella panchina. Non aveva niente da rimproverare al mondo, ne a se stessa, questo almeno le sembrava un conforto, avere un rancore da indirizzare verso qualcosa o qualcuno spesso è solo un dolore inutile, e lei era da sempre si considerava abbastanza intelligente da saperlo bene. Di un tratto la panchina le sembrò sconfinata, pericolosamente infinita, troppo grande per un corpicino piccolo come il suo. Si ritrovò a guardarsi le mani con un forte imbarazzo, con la voglia matta di andarsene via, il dove non aveva nessun importanza, bastava allontanarsi da quella maledetta infinita panchina, bastava che la sua piccola presenza non fosse così evidente, così chiara da poter essere notata. Bastava andarsene, da qualsiasi parte ma andarsene. Si alzò cercando il più possibile di preservare un' aria indifferenze, sorpresa da quella stupida premura, da uno scrupolo tanto immotivato quanto infantile. Fece qualche passo poi si fermò, respirò piano a pieni polmoni, riprese un po' di calma e riguardò tutto quello che le stava intorno. Aveva sempre cercato di capire chi stese dalla parte del giusto, chi avesse ragione, se lei o il mondo, e solo lì si accorse di quanta ingenuità ci fosse in quella ricerca. Invidiava ogni singola persona che vedeva muoversi intorno, solo ora riusciva a non vergognarsene, e per un istante le parve di aver compreso tutto. Ma oramai non aveva nessuna importanza. Non poteva condannarsi, e non poteva condannare neanche l' umanità, ed era stanca, inesorabilmente affaticata. Aveva voglia di perdonare, e di riposarsi. Cominciò a camminare senza accendere l' ipod, voleva sentire il mondo, almeno per una volta, poi forse sarebbe successo qualcosa. Aveva deciso che almeno per un po' si sarebbe concessa il lusso di potersi sorprendere, e le sembrava una enorme conquista. Le venne in mente il verso di una vecchia poesia  e riuscì a sorridere senza tristezza mentre camminava fra la gente.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3925340852328199394-8690069999732791565?l=potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/feeds/8690069999732791565/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3925340852328199394&amp;postID=8690069999732791565' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/8690069999732791565'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/8690069999732791565'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/2009/04/sembra-quasi-che-la-notte-non-finisca.html' title='&quot;...sembra quasi che la notte non finisca mai e che io debba gia fare a meno della mia ombra&quot;'/><author><name>johnny</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02011491482958476415</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_GOImZpdFWFE/SJEeaVRwtlI/AAAAAAAAAAM/GDxHL0y4mRE/S220/ammazza.jpg'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3925340852328199394.post-6192632203638253939</id><published>2009-03-23T04:46:00.002+01:00</published><updated>2009-03-23T04:49:49.289+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='poesia'/><title type='text'>questa notte</title><content type='html'>SENZA TITOLO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Meravigliosamente&lt;br /&gt;le cose restano tali,&lt;br /&gt;come se il sopraggiungere&lt;br /&gt;degli eventi possa finire.&lt;br /&gt;Sarei più felice&lt;br /&gt;se avessi la capacità&lt;br /&gt;di confondermi&lt;br /&gt;e di resistere alla&lt;br /&gt;mia immaturità.&lt;br /&gt;Vorrei potermi&lt;br /&gt;voltare e sapere&lt;br /&gt;il resto come rimane.&lt;br /&gt;Poter osservare le cose&lt;br /&gt;lì dove noi non&lt;br /&gt;guardiamo affatto.&lt;br /&gt;La consapevolezza&lt;br /&gt;di essere dove sono&lt;br /&gt;non mi dà la gioia&lt;br /&gt;che vorrei.&lt;br /&gt;Ma d’ altra parte&lt;br /&gt;l’ attesa sembra&lt;br /&gt;l’ unica via di fuga.&lt;br /&gt;Il buio si osserva&lt;br /&gt;talvolta con occhi&lt;br /&gt;migliori se vi è&lt;br /&gt;altro da guardare.&lt;br /&gt;E non posso che&lt;br /&gt;notare l’ assenza,&lt;br /&gt;rivedere la mancanza&lt;br /&gt;già sopita di ciò&lt;br /&gt;che mi è dietro&lt;br /&gt;come se non l’ avessi&lt;br /&gt;incontrato mai.&lt;br /&gt;Ma riappacifico&lt;br /&gt;lo spazio intorno con&lt;br /&gt;tutto quello che so.&lt;br /&gt;Meravigliosamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;...scritta ora, dieci minuti fa. Immaginare a volte ci rende svegli. Eccola a voi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3925340852328199394-6192632203638253939?l=potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/feeds/6192632203638253939/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3925340852328199394&amp;postID=6192632203638253939' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/6192632203638253939'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/6192632203638253939'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/2009/03/questa-notte.html' title='questa notte'/><author><name>johnny</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02011491482958476415</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_GOImZpdFWFE/SJEeaVRwtlI/AAAAAAAAAAM/GDxHL0y4mRE/S220/ammazza.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3925340852328199394.post-7339468446737782275</id><published>2009-02-26T02:20:00.001+01:00</published><updated>2009-03-17T18:05:21.395+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='poesia'/><title type='text'>per ora mi guardo indietro.........</title><content type='html'>LETTERA ALLA PICCOLA AMICA (titolo)&lt;br /&gt;Niente passa o si dimentica,&lt;br /&gt;per sempre resta qualcosa.&lt;br /&gt;A volte sembra di rivederle,&lt;br /&gt;e forse le rivedi davvero.&lt;br /&gt;Senza sapere mai perché.&lt;br /&gt;Tutto in una grande nostalgia.&lt;br /&gt;Chissà se hai mai nostalgia&lt;br /&gt;Di ciò che non hai vissuto come me?&lt;br /&gt;Fuori piove,&lt;br /&gt;che bel rumore che fa.&lt;br /&gt;Fa compagnia e sembra voler&lt;br /&gt;dire ci sono anch’ io,&lt;br /&gt;non sei solo. La solitudine!&lt;br /&gt;Forse non si è mai&lt;br /&gt;veramente soli, sarebbe bello.&lt;br /&gt;Ci sono giorni in cui&lt;br /&gt;vorresti sprofondare nel buio.&lt;br /&gt;Solo.&lt;br /&gt;Altri in cui ti senti solo&lt;br /&gt;fra un milione di persone&lt;br /&gt;ed è la cosa peggiore.&lt;br /&gt;La vita non è mai semplice.&lt;br /&gt;È una strana compagna. Dispettosa.&lt;br /&gt;Ma forse ci vuole bene.&lt;br /&gt;Quelli come noi non sempre&lt;br /&gt;riescono ad amarla.&lt;br /&gt;Ma forse è giusto così.&lt;br /&gt;Chissà se la ricorderemo la vita.&lt;br /&gt;È bello scriverti piccola amica,&lt;br /&gt;magari un giorno ti scriverò&lt;br /&gt;anche una poesia.&lt;br /&gt;Il rumore della pioggia ormai&lt;br /&gt;è quasi come il silenzio.&lt;br /&gt;Vorrei poterlo scrivere,&lt;br /&gt;ma come si scrive il silenzio?&lt;br /&gt;Il sono mi osserva muto&lt;br /&gt;mentre ti scrivo queste righe.&lt;br /&gt;Tra un po’ se ne andrà.&lt;br /&gt;Spera che lo segua.&lt;br /&gt;Magari ci tenterò,&lt;br /&gt;ma non ho tante speranze.&lt;br /&gt;Quando potrò forse ti&lt;br /&gt;verrò a trovare,&lt;br /&gt;ma per ora accontentati&lt;br /&gt;delle mie parole e cerca&lt;br /&gt;di immaginare il suono&lt;br /&gt;della mia voce.&lt;br /&gt;Ti racconterò tante&lt;br /&gt;favole piccola amica.&lt;br /&gt;Non temere.&lt;br /&gt;Tutte ricche,&lt;br /&gt;belle e cullanti, di eroi&lt;br /&gt;e pazzi, di folletti e di&lt;br /&gt;poesie e di fiori.&lt;br /&gt;Fiabe di streghe e magie,&lt;br /&gt;di amori persi e fantasie.&lt;br /&gt;Ora ti mando un saluto&lt;br /&gt;in dono piccola amica,&lt;br /&gt;e l’ augurio che il cielo&lt;br /&gt;possa seguirti.&lt;br /&gt;Salutami chiunque tu&lt;br /&gt;voglia e parlagli di me&lt;br /&gt;se vorrà ascoltare.&lt;br /&gt;Torno con gioia a salutarti,&lt;br /&gt;e con rispetto a ringraziarti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;...ora guardo dietro di me. Tempo fa pubblicai la SECONDA LETTERA, ecco a voi la prima. Sul silenzio, le parole, le scuse e l' imprese. Tornerò a scrivere più assiduamente i racconti, ma per ora ecco il tutto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3925340852328199394-7339468446737782275?l=potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/feeds/7339468446737782275/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3925340852328199394&amp;postID=7339468446737782275' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/7339468446737782275'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/7339468446737782275'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/2009/02/per-ora-mi-guardo-indietro.html' title='per ora mi guardo indietro.........'/><author><name>johnny</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02011491482958476415</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_GOImZpdFWFE/SJEeaVRwtlI/AAAAAAAAAAM/GDxHL0y4mRE/S220/ammazza.jpg'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3925340852328199394.post-3388087938975700066</id><published>2009-02-18T03:52:00.002+01:00</published><updated>2009-03-17T18:05:21.387+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='poesia'/><title type='text'>sul viaggio, o ciò che pare</title><content type='html'>SECONDA SENZA NOME (titolo)&lt;br /&gt;Vieni qui con me&lt;br /&gt;alla  casa del Diavolo&lt;br /&gt;dove la pioggia non bagna i vetri.&lt;br /&gt;Perditi nelle sue stanze dove&lt;br /&gt;non si sentono le urla.&lt;br /&gt;Vieni alla casa del Diavolo&lt;br /&gt;dove il buio è un fuoco che brucia.&lt;br /&gt;Il Diavolo ride  e noi ne siamo&lt;br /&gt;i commensali. Senti.&lt;br /&gt;Tutte le stanze sono specchi,&lt;br /&gt;scegline una e pensa che sia vera,&lt;br /&gt;mentre tutte le  lacrime cadranno.&lt;br /&gt;Ci siamo noi qui, dove non ci sono&lt;br /&gt;finestre e non c’ è Sole,&lt;br /&gt;dove ogni porta è un ricordo.&lt;br /&gt;Di fantasia ed aria.&lt;br /&gt;Dove anche la morte sembra&lt;br /&gt;sorridere. Qui.&lt;br /&gt;Vieni alla casa del Diavolo.&lt;br /&gt;Vieni alla casa del Re.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;...fra le prime che ho scritto, con i primi avvisi di instabilità. Su ciò che pare. Esiste anche una "PRIMA SENZA NOME", ma è un' altra cosa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3925340852328199394-3388087938975700066?l=potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/feeds/3388087938975700066/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3925340852328199394&amp;postID=3388087938975700066' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/3388087938975700066'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/3388087938975700066'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/2009/02/sul-viaggio-o-cio-che-pare.html' title='sul viaggio, o ciò che pare'/><author><name>johnny</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02011491482958476415</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_GOImZpdFWFE/SJEeaVRwtlI/AAAAAAAAAAM/GDxHL0y4mRE/S220/ammazza.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3925340852328199394.post-1164240548424582442</id><published>2009-02-01T05:20:00.005+01:00</published><updated>2009-03-17T18:08:30.413+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='composizioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='io'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dicerie scribacchierie'/><title type='text'>"lascio che le cose passino e mi sfiorino, perché non sono ancora in grado di comprenderle"</title><content type='html'>La discriminante dimostrazione della propria esistenza arriva fredda, come immaginare il senso di tutto quello che sembra motivare la verità. L' in essenziale idea di noi stessi si manifesta nella nullità di una notte svegli. Allora il percepire è l' unica salvezza, come il correre. Ci si potrebbe domandare la ragione per cui la notte non commette violenza sulla nostra pelle, la ragione di tanto silenzio intorno il suo venire. Farsi sfiorare per sentirsi vivi, per convincersi di essere liberi, per riuscire a credere che l' aria bruciata dai polmoni poi sia vera, dignitosa, come la ragione del nostro essere lì in quel momento, come giustificazione della nostra perpetua presenza sul mondo che ci sembra tremendamente innaturale. Guardare fuori può sembrare troppo, immaginativo, uno splendente sogno. Lontano. Fino al punto di fermarsi e dubitare che sia giusto che le cose arrivino, se sia giusto farsi trovare. Gli occhi sembrerebbero proprio i nostri, mentre tutto quello che ci circonda ci lascia inermi, tremendamente assenti. Quindi ha senso comprendere? La simmetria apparente della nostra immagine presuppone una contro partita, una piccola proiezione di noi stessi nelle persone che ci circondano. Ma non ci sembra giusto. Come guardare da fuori qualcosa standoci nel mezzo, voler vedere la facciata di un grattacielo affacciandosi da una delle sue finestre. Allora il globale non ci serve più, non riusciamo più a crederci, ricercando una piccola risata in una qualunque delle bugie che abbiamo detto. Come l' enorme imbarazzo nello scoprire che quelle bugie non erano bugie. Bastava odiare per sentirsi vivi, bastava regalare il peggio di noi, che se uno può sbagliare può anche vivere ed essere reale. Ma poi il tempo ci insegna che essendo l' unica cosa vera l' odio, è anche la più dignitosa delle terminazioni. Le cose passano, prendendosi gioco del nostro terrore, la paura che tutto possa essere per sempre. Le parole in processione per riempire gli spazi vuoti fra la nostra coscienza e le nostre anime rivelano l' ambizione sporca di esistere, di percepire un dovere nella nostra esistenza, una giustizia piena che ci dia ragione di stare in qualche luogo. L' idea di poter dare uno schema che chiuda tutto in una logica, definendo la sua simmetria come la nostra non ci permette di comprenderle, ne ce ne da il diritto. Quindi lascio che le cose passino, che mi sfiorino per riuscire a guardarle da lontano senza sentirmene partecipe, senza che la stupida arroganza di esserne il motivo di coinvolga. Mi siedo e fermo l' aria, stando attento a dove terminano i miei confini. Chiamandomi per nome, non avrò il coraggio di rispondere. Lascio che le cose passino e mi sfiorino, perché non sono ancora in grado di comprenderle.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3925340852328199394-1164240548424582442?l=potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/feeds/1164240548424582442/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3925340852328199394&amp;postID=1164240548424582442' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/1164240548424582442'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/1164240548424582442'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/2009/02/lascio-che-le-cose-passino-e-mi.html' title='&quot;lascio che le cose passino e mi sfiorino, perché non sono ancora in grado di comprenderle&quot;'/><author><name>johnny</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02011491482958476415</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_GOImZpdFWFE/SJEeaVRwtlI/AAAAAAAAAAM/GDxHL0y4mRE/S220/ammazza.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3925340852328199394.post-7456762668230078920</id><published>2009-01-09T21:11:00.003+01:00</published><updated>2009-03-17T18:08:54.265+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dicerie scribacchierie'/><title type='text'>notate bene.....</title><content type='html'>Allora signori ho dato una sistematina al mio racconto a puntate (un' idea folle). In primis il titolo "Come illudersi di ritornare" che vedrete scritto, in più ogni puntata ha un sotto-titolo, anche quelle vecchie, e le potete trovare tutte sotto l' etichetta "a puntate". Siamo a quota sei, ma finiranno poiché il racconto ha una fine, quindi non saranno infinite, penso di farne una ventina più o meno. Questo è tutto, spero vi piaccia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3925340852328199394-7456762668230078920?l=potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/feeds/7456762668230078920/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3925340852328199394&amp;postID=7456762668230078920' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/7456762668230078920'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/7456762668230078920'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/2009/01/notate-bene.html' title='notate bene.....'/><author><name>johnny</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02011491482958476415</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_GOImZpdFWFE/SJEeaVRwtlI/AAAAAAAAAAM/GDxHL0y4mRE/S220/ammazza.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3925340852328199394.post-721927556532488483</id><published>2009-01-09T18:36:00.003+01:00</published><updated>2009-03-17T18:07:05.230+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='a puntate'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dicerie scribacchierie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='narrativa'/><title type='text'>un' idea folle-puntata 6 (Come illudersi di ritornare)</title><content type='html'>Ecco a voi.......&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SECONDO INTERMEZZO. SULLA PIOGGIA&lt;br /&gt;D è in piedi, guarda fuori. E' notte ma non dorme, gli sembra normale. Piove, un inaspettato temporale estivo. E' ancora vestito, ed anche questo gli sembra normale. Guarda fuori, la pioggia sulla strada, sulle case. Non vede le cose, non vede niente, solo la pioggia. Il resto non conta, non c' è. Il rumore delle gocce copre tutto, dà senso a tutto. Il cadere, il perdersi della pioggia in quello che ci sta attorno è confortante. Rassicura. Sembra giusto. D resta fermo, non ha bisogno di nulla. Quel cadere pone tutto nella giusta misura. Pensa che tra qualche ora la pioggia smetterà ed il sole invaderà tutte le case. Si convince che non ha senso parlare di motivi, di perché, di ragioni. In quel momento la pioggia è la ragione, è il motivo. Si sente partecipe al posto in cui si trova, al cadere delle gocce, al rumore, al bagnarsi. Esce sul balcone. Si sente meglio. Pensa di stare nell' unico posto in cui deve stare. Lui è lì, e non lo ha scelto. Questo almeno non possono prenderselo. Pensa alla madre, sveglia nell' altra stanza, pensa alla bara, a tutta quella gente in fila. I motivi non hanno senso, non più. Risente le parole della madre, scandite da ogni goccia. Si fa accarezzare dal lieve vento che accompagna il cadere, e comprende. Realizza di aver capito, di aver compreso. Ora accetta, ora sa, ed intanto si lascia cadere la pioggia sul viso. Il viso bagnato lo rende presente, partecipe, legato a tutto il resto. Guarda verso le case, verso le strade, e non sente più il risentimento. Non vede la loro solitudine, vede solo la pioggia che ci balla in mezzo, vede il loro immergersi nelle gocce, nell' acqua. Un posto come un altro. In fondo una notte come altre, questo ora può pensarlo. Attende che il temporale piano cominci a smettere. Resta fermo godendosi le ultime gocce sul viso. Quella pioggia è il suo pianto, lo sfogo di cui aveva bisogno e che la notte ha avuto per lui. Persino la luce che comincia timida a farsi vedere non gli da più troppo fastidio, la comprende, la giustifica, la perdona. Ha perdonato l' estate, il tempo, se stesso. Tutto nella pioggia che come un sorriso un po' triste lo ha coperto. Attende un altro po' prima di rientrare per cambiarsi. Decide che quella camicia non la indosserà mai più e la ripone con cura, senza asciugarla, in un cassetto vuoto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3925340852328199394-721927556532488483?l=potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/feeds/721927556532488483/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3925340852328199394&amp;postID=721927556532488483' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/721927556532488483'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/721927556532488483'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/2009/01/un-idea-folle-puntata-6-come-illudersi.html' title='un&apos; idea folle-puntata 6 (Come illudersi di ritornare)'/><author><name>johnny</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02011491482958476415</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_GOImZpdFWFE/SJEeaVRwtlI/AAAAAAAAAAM/GDxHL0y4mRE/S220/ammazza.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3925340852328199394.post-3585914916106013279</id><published>2009-01-05T02:21:00.005+01:00</published><updated>2009-03-17T18:05:21.396+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='poesia'/><title type='text'>ancora una</title><content type='html'>CANTO SULLA GIUSTIZIA E SULLA ESPIAZIONE(titolo)&lt;br /&gt;Non vi è odio in me&lt;br /&gt;e mi dispiace,&lt;br /&gt;non un filo di vento&lt;br /&gt;ma è tutto calmo.&lt;br /&gt;Solo amaro ed un po’&lt;br /&gt;di bruciore agli occhi.&lt;br /&gt;Ma non mi da niente!&lt;br /&gt;Non mi rimane.&lt;br /&gt;Solo polvere fra le&lt;br /&gt;mani ed addosso.&lt;br /&gt;Dimenticata.&lt;br /&gt;Come le parole,&lt;br /&gt;perse, vuote, lungo la strada.&lt;br /&gt;Persino questo mi&lt;br /&gt;hanno portato.&lt;br /&gt;Il cuore pieno di paglia&lt;br /&gt;senza più spazio.&lt;br /&gt;Tu che credevi di colpire.&lt;br /&gt;Conserva pure tutto&lt;br /&gt;e spendilo per chi verrà.&lt;br /&gt;Il tempo fa giri immensi&lt;br /&gt;ma non ritorna.&lt;br /&gt;Tanto non lo riconoscerei.&lt;br /&gt;Nemmeno il sollievo del&lt;br /&gt;rancore rimarrà fra noi.&lt;br /&gt;Quando crederai di&lt;br /&gt;poter tornare avrai&lt;br /&gt;il tuo riscatto.&lt;br /&gt;Ma non servirà.&lt;br /&gt;Mi volterò per cercare&lt;br /&gt;altro vento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;...le feste sono spesso un periodo di ricordi e di rincontri. Io nel mio ho confermato ciò che sapevo già, che certe cose non si possono riparare e certi amici non si recuperano. Quindi una poesia sulla rinuncia, sul distacco di quando questo distacco è avvenuto. A voi se vi va.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3925340852328199394-3585914916106013279?l=potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/feeds/3585914916106013279/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3925340852328199394&amp;postID=3585914916106013279' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/3585914916106013279'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/3585914916106013279'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/2009/01/ancora-una.html' title='ancora una'/><author><name>johnny</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02011491482958476415</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_GOImZpdFWFE/SJEeaVRwtlI/AAAAAAAAAAM/GDxHL0y4mRE/S220/ammazza.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3925340852328199394.post-7134973903871503237</id><published>2009-01-05T02:17:00.002+01:00</published><updated>2009-03-17T18:05:21.397+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='premiato'/><title type='text'>solo un grazie sincero.</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_GOImZpdFWFE/SWFftxu1zSI/AAAAAAAAABg/4cQlnYnRDpg/s1600-h/premio2___.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5287612677558226210" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 238px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_GOImZpdFWFE/SWFftxu1zSI/AAAAAAAAABg/4cQlnYnRDpg/s320/premio2___.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Un post breve solo per ringraziare chi con questo premio mi considera libero, cosa che mi rende felice poiché  la libertà è la mia ricerca ed ho spesso la pretesa di pensarmi come un uomo libero. Quindi un grazie a Elsa che ha voluto premiarmi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3925340852328199394-7134973903871503237?l=potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/feeds/7134973903871503237/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3925340852328199394&amp;postID=7134973903871503237' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/7134973903871503237'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/7134973903871503237'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/2009/01/solo-un-grazie-sincero.html' title='solo un grazie sincero.'/><author><name>johnny</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02011491482958476415</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_GOImZpdFWFE/SJEeaVRwtlI/AAAAAAAAAAM/GDxHL0y4mRE/S220/ammazza.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_GOImZpdFWFE/SWFftxu1zSI/AAAAAAAAABg/4cQlnYnRDpg/s72-c/premio2___.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3925340852328199394.post-314814210494681740</id><published>2008-12-22T16:31:00.002+01:00</published><updated>2009-03-17T18:05:21.394+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='poesia'/><title type='text'>ritorno con un' altra........</title><content type='html'>(SENZA TITOLO)&lt;br /&gt;Non temere&lt;br /&gt;piccola mia,&lt;br /&gt;sgocciola ancora&lt;br /&gt;sangue dai miei&lt;br /&gt;poveri polsi,&lt;br /&gt;e presto ne&lt;br /&gt;riceverai dell’ altro!&lt;br /&gt;Solo il tempo&lt;br /&gt;di riempire&lt;br /&gt;calici migliori!&lt;br /&gt;E voi altri non&lt;br /&gt;abbiate timore&lt;br /&gt;per i vostri&lt;br /&gt;sorrisi anzi&lt;br /&gt;nascondete le&lt;br /&gt;lacrime inutili&lt;br /&gt;che non dicono&lt;br /&gt;più niente!&lt;br /&gt;Mi dispiace&lt;br /&gt;ma non è&lt;br /&gt;vostra la terra&lt;br /&gt;che mi sporca&lt;br /&gt;le dita.&lt;br /&gt;Le vostre&lt;br /&gt;candele senza&lt;br /&gt;colore non&lt;br /&gt;illumineranno&lt;br /&gt;il buio della mia&lt;br /&gt;morte e non&lt;br /&gt;sarà la tua voce&lt;br /&gt;ad accarezzare&lt;br /&gt;il pianto!&lt;br /&gt;Solo perdona&lt;br /&gt;il fatto di non&lt;br /&gt;potermi toccare,&lt;br /&gt;e non vedendomi&lt;br /&gt;ricorda la&lt;br /&gt;mia presenza&lt;br /&gt;senza alcuna&lt;br /&gt;volontà di dolore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;.....scritta un po' di tempo fa, un paio d' anni, ma a cui tengo tanto. Eccola a voi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3925340852328199394-314814210494681740?l=potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/feeds/314814210494681740/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3925340852328199394&amp;postID=314814210494681740' title='12 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/314814210494681740'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/314814210494681740'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/2008/12/ritorno-con-un-altra.html' title='ritorno con un&apos; altra........'/><author><name>johnny</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02011491482958476415</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_GOImZpdFWFE/SJEeaVRwtlI/AAAAAAAAAAM/GDxHL0y4mRE/S220/ammazza.jpg'/></author><thr:total>12</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3925340852328199394.post-2449134511476274149</id><published>2008-12-16T16:32:00.005+01:00</published><updated>2009-03-17T18:09:20.213+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='a puntate'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dicerie scribacchierie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='narrativa'/><title type='text'>un' idea folle-puntata 5 (Come illudersi di ritornare)</title><content type='html'>Si lo so mi sono assentato per un po' senza motivo. Ma ora ritorno con la mia idea folle e vi propongo anche un titolo, giudicate voi anche se ho quasi deciso. Ecco il probabile titolo: "Come illudersi di ritornare". Ed ora beccatevi la puntata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LE COSE CHE SONO DETTE&lt;br /&gt;Ormai il sole è tramontato. D pensa che sia una fortuna che la notte esista anche d' estate. Si ferma davanti la porta di casa, esita qualche secondo prima di entrare. Entra. Cammina lento fino alla cucina. Ci trova il padre e la madre, seduti in silenzio senza nemmeno guardarsi, fermi, come oggetti inanimati. Si stupisce di trovarli lì. Poi pensa che in fondo sono solo le otto e mezza di sera, quindi è normale. Si guarda intorno istintivamente, senza rendersene conto. Non ha proprio niente a che spartire con quella casa. Un pensiero che non riesce ad intristirlo. La casa è vuota, senza parenti ne amici. Una fortuna, pensa. Resta fermo lì sulla porta, immobile, lasciando che il tempo scorra. Non sembrano accorgersi di lui, ne lui presta la minima attenzione a loro. Restano solo fermi, ognuno nella sua posizione, come in una di quelle foto neorealistiche in bianco e nero. E' il padre ad alzare lo sguardo verso di lui. Resta a guardarlo dritto i faccia, come si guarda un estraneo. D non ha nessuna reazione. Poi il padre parla:&lt;br /&gt;"Perché?" quella domanda risuona secca e pesante come un sasso lanciato contro una finestra. La voce non ha alcuna inflessione, nemmeno la formale cortesia fra estranei. Niente di niente. Poi continua: "...perché hai voluto pagare, perché hai voluto dimostrare la tua presenza?"&lt;br /&gt;"Non me ne frega niente di dimostrare niente. Ho pagato perché avevo quei soldi, e perché volevo pagare il funerale di mio fratello."&lt;br /&gt;"I Padri dovrebbero pagare, non i fratelli"&lt;br /&gt;"Francamente non mi pare il momento per una discussione simile. Non si tratta ne di me ne di te, immagino te ne renda conto. Avevo quei soldi, tutto qui. Finiamola qui."&lt;br /&gt;"Il tuo discorso non fa una piega. In fondo sei suo fratello, in fondo hai ragione."&lt;br /&gt;Il padre riabbassa lo sguardo. D resta fermo dove è. Non è sicuro che il suo discorso non faccia una piega, e non è sicuro del perché abbia fatto quello che ha fatto. Ma non ha importanza. Le cose sono come sono, e forse neanche quello ha più importanza. Il padre si alza, resta un attimo a guardare D, poi riprende a parlare:&lt;br /&gt;"Non ti biasimo per la tua presenza qui. Non ti biasimo di niente. Hai fatto quello che dovevi. Solo non cambia niente, e penso che te ne renda conto pure tu. Forse hai ragione se dici che non è il momento, ma vedi probabilmente non ci sarà mai il momento giusto per parlarne, non ci sarà mai niente d cui parlare. Le cose stanno così e ci rimarranno. Non te ne do la colpa, e non me la prendo nemmeno. Solo non cambieranno. Il resto non ha importanza."&lt;br /&gt;Non lo guarda più. Esce dalla cucina verso la stanza da letto, senza mai guardarla. D capisce che probabilmente non si guarderanno più. Lo segue con lo sguardo. Scopre la madre a guardarlo, con la freddezza delle statue. Lei comincia a parlargli:&lt;br /&gt;"Lui non ti biasima, e nemmeno io. Oramai non ho alcun interesse in quello che succede. L' ho convinto io a non fare niente sulla questione dei soldi"&lt;br /&gt;"Ne sono stupito. Forse dovrei pesare che....."&lt;br /&gt;"Non c' è niente da pensare. Io sono solo più pratica. Ci servivano quei soldi, se li avesse cacciati chiunque altro non avrebbe fatto differenza."&lt;br /&gt;"Ne prendo nota."&lt;br /&gt;"Te ne sei andato. Tutto qui, ed ora mio figlio è morto. Penso non ci sia altro."&lt;br /&gt;Lei si alza e fa per andarsene. D parla con il dolore nella voce, rivolgendole lo sguardo in viso:&lt;br /&gt;"Scusa mamma se non sono morto io....scusa!"&lt;br /&gt;"Non fa differenza, non sono così stupida da darti la colpa. Solo che per me non fa differenza. Resta quanto vuoi, fai quello che vuoi. Per me non fa differenza. E non mi sento in colpa per questo"&lt;br /&gt;Se ne va. D sa che sono le ultime parole fra loro, e forse è vero che non fa differenza. Lui se ne è andato, hanno ragione. E' quello che voleva, starsene da solo. Si siede. Guarda la parete di fronte nel silenzio della casa, che non è più la sua. Quando si alza per andare a letto non ha idea di quanto tempo sia passato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3925340852328199394-2449134511476274149?l=potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/feeds/2449134511476274149/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3925340852328199394&amp;postID=2449134511476274149' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/2449134511476274149'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/2449134511476274149'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/2008/12/un-idea-folle-puntata-5.html' title='un&apos; idea folle-puntata 5 (Come illudersi di ritornare)'/><author><name>johnny</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02011491482958476415</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_GOImZpdFWFE/SJEeaVRwtlI/AAAAAAAAAAM/GDxHL0y4mRE/S220/ammazza.jpg'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3925340852328199394.post-5341398406803633919</id><published>2008-12-03T03:31:00.004+01:00</published><updated>2009-03-17T18:09:47.624+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='camminante'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nullafacenza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='composizioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dicerie scribacchierie'/><title type='text'>un' idea complicata-terza stagione</title><content type='html'>Un' idea complicata. Come il comprendere il verificarsi o il non verificarsi dell' essenziale, la naturale incompletezza del ricorso degli eventi. Come se i propri punti vincolari non avessero alcuna facoltà, alcuna attinenza alla resistenza. Ad ogni azione è pretesa la reazione che giustifichi una direzione privilegiata degli eventi, un' economia delle energie che comunque non ci è dato comprendere. Ma minimizzare la dissipazione non ci rende adatti alla evoluzione dei sistemi. Ed allora il tempo tramuta in forme ogni sensazione che possa influenzare quel precario equilibrio prossimo al collasso. Persino il reciproco scambio fra le parole e il susseguirsi degli eventi in un disordine regolato da attente regole di selezione non soddisfa lo sforzo dello spiegare, la ricerca delle forme esatte, il compiersi del legame fra il volere e l' agire, la fine che lega l' inizio. I modelli si perdono e possono solo imitare un vecchia idea che alla luce della nuova linea evolutiva risulta quasi ridicola. Tanto da far assomigliare le certezze alle risate, il dispiegarsi dei ragionamenti ai racconti innocui dei passanti. Allora il senso prevarica il fallimento, l' inadeguatezza delle regole pretese adimensionali assume l' aspetto del disegno ed il suo compiersi, che equivale al non compiersi affatto, poiché il fare è equivalente al non fare, la fine al cominciare, il dire al tacere. Un' idea complicata come il catalogare l' inessenziale, il necessario divisorio fra quello che deve e quello che potrebbe non dovere, senza poter sperare di più, solo un probabile margine di errore, senza la sapienza del proprio fallimento se non alla fine. Una diagnostica tendenza all' esaurirsi, un potrebbe che rappresenta tutta la sapienza di cui siamo capaci, una minima speranza che l' errore sia giusto almeno quanto l' esatto. Ammesso che esistere e non esistere abbiano un reale margine di rivelamento, una soglia da poter rappresentare in qualche ragionamento, seppur contorto. Di fronte ad una così comprensibile deriva di un sistema rappresentativo, è necessario affidarsi alla non conoscenza piuttosto, poiché l' assenza risulta quantomeno evidente, e la giustizia assume la dimensione di una propria tolleranza alla variabilità degli avvenimenti. E si è riportati alla relazione d' ordine fra le variabili e lo spazio circostante che si riduce ancora più all' elementare porzione di reale concepibile come slegato dalla volontà. Un' idea complicata, come il voler ammettere di decidere dove stare, come una posizionale regola di diritto all' esistenza. Un' idea complicata, come ammetere che esista una visione di un qualche insieme.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3925340852328199394-5341398406803633919?l=potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/feeds/5341398406803633919/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3925340852328199394&amp;postID=5341398406803633919' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/5341398406803633919'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/5341398406803633919'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/2008/12/un-idea-complicata-terza-stagione.html' title='un&apos; idea complicata-terza stagione'/><author><name>johnny</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02011491482958476415</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_GOImZpdFWFE/SJEeaVRwtlI/AAAAAAAAAAM/GDxHL0y4mRE/S220/ammazza.jpg'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3925340852328199394.post-4233037401579698861</id><published>2008-12-02T15:53:00.005+01:00</published><updated>2009-03-17T18:10:09.020+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='camminante'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nullafacenza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='composizioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dicerie scribacchierie'/><title type='text'>un' idea complicata-seconda stagione</title><content type='html'>Un' idea complicata. Come la rassegnazione all' evidente inadiempirsi del proprio modello, elegante ma innocuo, come la minimizzazione dell' azione. Una qualunque delle azioni, tanto sono tutte equivalenti. Ed allora il simmetrizzare assume valore nel suo fallimento, tanto che il tempo si pone come maestro e discepolo, e l' equilibrio sembra una fine, il cambiamento una perdita, l' ordine una sconfitta. La processione di tentativi di riferimenti facilmente derivabbili l' uno dall' altro ci pone lontano dalla verità, fino a convincerci che non ci sia alcuna verità. E le nostre idee sono solo una approssimazione del desiderio, del possibile modello, l' auspicabile configurazione stabile secondo parametri che nonostante abbiano continuità con il loro variare, risultato inefficaci nella descrizione del sistema involutivo. Quindi le forme che i ricordi assumono restano postulate senza poter chiudere il sistema. Il che ci riporterebbe a complicatissimi discorsi attorno al senso delle cose. Eppure si può pensare di linearizzare il sistema di cose, togliendosi dal globale, ponendo i propri parametri ad interagire col locale, in un intorno di noi stessi, in cui ci siamo noi. Un' idea complicata come il riscrivere tutto in forme adimensionali, leggi che siano libere dal dove e dal quanto, circoscritte a spazi chiusi e limitati incentrati intorno a noi, al variare continuo nella nostra struttura derivativa. L' unica continuità resta la dipendenza temporale, che circoscritta al nostro intorno resta quasi lineare. Allora le parole nella loro corrispondenza imbarazzante, ci legano al variare dello spazio, come le forme del tempo, una questione logaritmica alla nostra risposta, come l' entrata all' uscita, come il dopo al prima, come il forse al perché. L' indefferenzialismo inattivo dell' accadere ci rende sconfitti e spesso ipocriti, nell' affannoso tentativo di ben porre i problemi nelle proprie strutture. Un' idea complicata, il linearizzare il perché degli eventi, come il succedersi delle variabili nel rappresentativo astratto di noi stessi. La derivazione temporale delle nostre motivazioni sembra assomigliare alle nostre scelte, e persino il loro senso molare ci illude che le soluzioni siano uniche e ben definite. Un' idea complicata come l' inessenziale, ammesso che l' essenziale esista.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3925340852328199394-4233037401579698861?l=potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/feeds/4233037401579698861/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3925340852328199394&amp;postID=4233037401579698861' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/4233037401579698861'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/4233037401579698861'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/2008/12/un-idea-complicata-seconda-stagione.html' title='un&apos; idea complicata-seconda stagione'/><author><name>johnny</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02011491482958476415</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_GOImZpdFWFE/SJEeaVRwtlI/AAAAAAAAAAM/GDxHL0y4mRE/S220/ammazza.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3925340852328199394.post-658050773686469652</id><published>2008-11-26T20:50:00.004+01:00</published><updated>2009-03-17T18:10:45.832+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='camminante'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nullafacenza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='composizioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dicerie scribacchierie'/><title type='text'>un ' idea complicata</title><content type='html'>Un' idea complicata. Come voler simmetrizzare qualcosa che non ha alcuna simmetra. Cosa che porterebbe ai complicatissimi ragionamenti intorno la non linearità del reale. Ma a quanto pare il tempo si trasforma in forme, e le forme diventano il tempo che passa. O i ricordi che poi in fondo è uguale. Ed ecco che tutto è ciò che era, mentre ciò che sarà non esiste ancora. Il presente è solo l' illusione di sapere. Ma non si sa mai. Perchè poi il tempo non ha simmetrie, ne linearità, una dipendenza continua questa si, ma mi pare una magra consolazione. O almeno mi pareva, come in effetti non ho più alcuna pretesa di apparenza. In fondo il simmetrizzare non è altro che porre la questione in relazione a paremetri che interaggiscono con lo spazio in modo ordinato, anche se poi l' ordine è solo una convenzione. Elegante alternativa alla speculazione morale, l' ordine, ma privo di valore intrinseco. Un discorso intuitivo, e quindi privo di qualche attinenza con la naturale esistenza delle cose. Ma tutto ha il suo indubbio fascino, finquando qualcuno ci troverà un chiodo e ci si arrampicherà. Ed una volta su sarà chiaro che non esiste affatto un su ed un giu. Un' idea complicata non c' è che dire. Come il voler legare l' esistenza, o la non esistenza, ad una qualche modellizzazione del reale, dell' identità. Almeno concettualmente ha la sua moralità, ed in modo formale la sua ammissione di veridicità. Ma modellizzare è uno scherzo crudele, ingenuo forse, ma sicuramente crudele, voler porre il tutto in uno schema preordinato, un rappresentativo astratto che viola il valore stesso del modello in se, lo priva di libero arbitrio, ponendo la fine legata all' inizio, il punto alla traiettoria, lo pazio al suo piegarsi, il tempo al suo tracorrere. Il senso è il muoversi, il divenire, poichè la perfezione è ferma, ed un modello fermo non serve a nessuno. Come la pefezione non serve al trascorrere delle cose. Così come l' uomo con la sua umanità. E ci si può pensare su, all' umanità. Ma l' uomo non è necessario al' umanità, come le parole non sono necessarie alla verità. Come la voglia alla sua necessità. Come è ovvio che sia. Il permaloso susseguirsi delle parole può intrappolarci in convinzioni imbarazzanti, e la natura umana non sempre riesce a mostrare le sue giuste idee. Come sempre. Decisamente un' idea complicata.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3925340852328199394-658050773686469652?l=potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/feeds/658050773686469652/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3925340852328199394&amp;postID=658050773686469652' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/658050773686469652'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/658050773686469652'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/2008/11/un-idea-complicata.html' title='un &apos; idea complicata'/><author><name>johnny</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02011491482958476415</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_GOImZpdFWFE/SJEeaVRwtlI/AAAAAAAAAAM/GDxHL0y4mRE/S220/ammazza.jpg'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3925340852328199394.post-4839879049927839825</id><published>2008-11-20T18:29:00.003+01:00</published><updated>2009-03-17T18:05:21.393+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='poesia'/><title type='text'>...una su di noi.</title><content type='html'>(IL TITOLO VERRA FORSE)&lt;br /&gt;Io non sono chi scrive&lt;br /&gt;ma è chi scrive che è me!&lt;br /&gt;Fino al punto che&lt;br /&gt;me ne vergogno.&lt;br /&gt;Per questo miei padroni&lt;br /&gt;non capisco le mie colpe.&lt;br /&gt;E sì che la mia immagine&lt;br /&gt;non è tra le vostre.&lt;br /&gt;Solo chi scrive, che è me,&lt;br /&gt;sa vedere quanto le&lt;br /&gt;inutili parole abbiano&lt;br /&gt;il colore del fango&lt;br /&gt;eppure i vostri nomi gridati&lt;br /&gt;tutto in tempo per cadere.&lt;br /&gt;Io come chi legge, che non è me,&lt;br /&gt;potrei comprare i&lt;br /&gt;vostri ricordi pagando&lt;br /&gt;con frammenti di nobiltà.&lt;br /&gt;E sì che le mie mani&lt;br /&gt;non sono strette nei&lt;br /&gt;taciti accordi delle&lt;br /&gt;persone gia morte.&lt;br /&gt;Chi è me, e scrive,&lt;br /&gt;tornerà a riscuotere&lt;br /&gt;tutte le colpe e le scuse&lt;br /&gt;bruciandole con le&lt;br /&gt;proprie ceneri nel&lt;br /&gt;calore del cielo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;..un attimo di lucidità mentre mi intrattenevo con tutti quelli che ho in testa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3925340852328199394-4839879049927839825?l=potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/feeds/4839879049927839825/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3925340852328199394&amp;postID=4839879049927839825' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/4839879049927839825'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/4839879049927839825'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/2008/11/una-su-di-noi.html' title='...una su di noi.'/><author><name>johnny</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02011491482958476415</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_GOImZpdFWFE/SJEeaVRwtlI/AAAAAAAAAAM/GDxHL0y4mRE/S220/ammazza.jpg'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3925340852328199394.post-5366965890739986563</id><published>2008-11-17T19:17:00.003+01:00</published><updated>2009-03-17T18:05:21.391+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='camminante'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='composizioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='narrativa'/><title type='text'>gli alberghi sono navi senza movimento.....</title><content type='html'>Una stanza comoda, ma muta. Senza ricordi, senza vita. Ordinata, pulita, con un numeretto sulla porta. In qualche posto, vicino all' uscita di qualche tangenziale. Un posto come tanti, con i doppi vetri dei motel, le coperte anonime e le lenzuola fresche che una cameriera sconosciuta ti porta in camera. Dopo un po' cominci a confonderli, tanto sono tuti uguali, con le stesse luci, gli stessi bar, le stesse finestre. In fondo l' entusiasmo è la prima cosa che ti abbandona, il nuovo non esiste. Dura giusto il tempo della sorpresa, quei cinque secondi che le servono a diventare abitudine, poi tutto resta uguale. Si ha più dimestichezza con la fine che con l' inizio. Ed anche quella era una fine. Attendere è sempre come finire. Si alzò andando verso il frigobar. L' unica cosa che distingue gli alberghi costosi dai motel: la roba che ti danno da bere. Ma dopo un po' non fai più caso nemmeno a quello. Una cosa vale l' altra, l' importante è bere, mettersi in corpo qualcosa che ti dia la sensazione di essere da qualche parte, più forte meglio è. In questo forse sono preferibili i motel, per la roba scadente che ti brucia mentre la butti giù. Con il tempo li conosci tutti e li cataloghi per quello che hanno nel frigobar, anche se poi è più il caso a scegliere. Si fermò dinanzi la finestra coi doppi vetri, che rendeva tutte le luci di fuori finte, anche più delle luci che erano dentro. Oramai non riusciva più a credere che fossero vere, non riusciva a credere che per strada le cose accadessero sul serio, una stanza era tutto quello a cui poteva credere, lì poteva accadere qualcosa, anche se poi non accadeva mai niente. Ma la possibilità era gà molto. Era stanco del viaggio che non portava da nessuna parte se non lì, ad spettare che un telefono non suo squillasse per lui, in una stanza qualsiasi, su di una strada qualsiasi. Ora basta. Fuori non avrebbe avuto niente, ma non gli importava, cosa c' era otre il niente? Le case? Le strade? Bevve furioso quello che aveva. Non voleva più sentire di essersi arreso, in quelle lunghe stanze tutte uguali, senza memoria di lui, ne del prima ne del dopo. Voleva un posto da ricordare, un posto che lo ricordasse, dove poteva sentirsi vero standoci, dove le cose fuori dalla finestra sembrassero vere, reali, lì che lo aspettavano, da qualche parte in cui tornare. Tornò a sedersi sul letto e guardo il suo orologio. Attese. Poi il telefono prese a squillare. Al terzo squillo alzò la cornetta. Era Il tempo. Ora poteva scegliere. Sapeva quale sarebbe stata la voce dall' altra parte, calda e lontana, di donna.&lt;br /&gt;"Sei arrivato allora?"&lt;br /&gt;"Si, sono qui" rispose lui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il titolo è gentilmente offerto da un verso di Paolo Benvegnù&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3925340852328199394-5366965890739986563?l=potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/feeds/5366965890739986563/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3925340852328199394&amp;postID=5366965890739986563' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/5366965890739986563'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/5366965890739986563'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/2008/11/gli-alberghi-sono-navi-senza-movimento.html' title='gli alberghi sono navi senza movimento.....'/><author><name>johnny</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02011491482958476415</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_GOImZpdFWFE/SJEeaVRwtlI/AAAAAAAAAAM/GDxHL0y4mRE/S220/ammazza.jpg'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3925340852328199394.post-7900450681838147276</id><published>2008-11-13T03:32:00.001+01:00</published><updated>2009-03-17T18:05:21.389+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='poesia'/><title type='text'>........</title><content type='html'>(SENZA TITOLO)&lt;br /&gt;Leggimi&lt;br /&gt;come si ascolta&lt;br /&gt;una bella canzone.&lt;br /&gt;Come la danza&lt;br /&gt;che la pioggia&lt;br /&gt;fa nel vento.&lt;br /&gt;Sorprenditi&lt;br /&gt;di trovarmi nuovo&lt;br /&gt;ad ogni parola,&lt;br /&gt;presente per&lt;br /&gt;metà e per&lt;br /&gt;metà che ascolta.&lt;br /&gt;Leggimi&lt;br /&gt;come le anime&lt;br /&gt;leggono nell'aria,&lt;br /&gt;come la fine di&lt;br /&gt;una favola.&lt;br /&gt;Leggimi come vuoi,&lt;br /&gt;come l'ultimo o&lt;br /&gt;come il primo;&lt;br /&gt;e mentre leggi&lt;br /&gt;scrivimi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Su tutto ciò che sono e che potrei essere.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3925340852328199394-7900450681838147276?l=potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/feeds/7900450681838147276/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3925340852328199394&amp;postID=7900450681838147276' title='12 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/7900450681838147276'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/7900450681838147276'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/2008/11/blog-post.html' title='........'/><author><name>johnny</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02011491482958476415</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_GOImZpdFWFE/SJEeaVRwtlI/AAAAAAAAAAM/GDxHL0y4mRE/S220/ammazza.jpg'/></author><thr:total>12</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3925340852328199394.post-7737668275414441676</id><published>2008-11-08T04:42:00.003+01:00</published><updated>2009-03-17T18:05:21.396+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='poesia'/><title type='text'>una....</title><content type='html'>AL SUONO DELLE PAROLE COME LA MIA VOCE (titolo)&lt;br /&gt;Ho pensato di poter&lt;br /&gt;Imparare il suono delle parole&lt;br /&gt;Ma non ho capito.&lt;br /&gt;Il suono del nulla,&lt;br /&gt;Della bellezza come&lt;br /&gt;Le parole che ne parlano,&lt;br /&gt;Come se fossero gesti.&lt;br /&gt;Ho atteso che il&lt;br /&gt;Tempo giungesse a&lt;br /&gt;Portarmi consiglio.&lt;br /&gt;Eppure sono qui,&lt;br /&gt;Come la notte che&lt;br /&gt;Sembra non fare rumore,&lt;br /&gt;Ma piuttosto canta.&lt;br /&gt;Mi sono chiesto dove&lt;br /&gt;Fossero le giuste parole&lt;br /&gt;E dove quelle belle.&lt;br /&gt;E di notte le perdo&lt;br /&gt;Sempre un po’ tutte,&lt;br /&gt;E non so più dire&lt;br /&gt;Il dolore che mi sorprende.&lt;br /&gt;E non ne so dire il suono.&lt;br /&gt;Allora ho provato a&lt;br /&gt;Chiedermi dove fosse&lt;br /&gt;La ragione che mi spieghi&lt;br /&gt;Il rumore del mio&lt;br /&gt;Animo che pensa,&lt;br /&gt;E mi mancavano&lt;br /&gt;I gesti ed i racconti,&lt;br /&gt;Le parole e le bugie.&lt;br /&gt;E potevo solo sentire&lt;br /&gt;La nota del tempo.&lt;br /&gt;Ma sapevo dove ero&lt;br /&gt;E non sapevo dirlo.&lt;br /&gt;Mi sono chiesto che&lt;br /&gt;Suono avesse il silenzio&lt;br /&gt;E come raccontarlo,&lt;br /&gt;E l’ ho trovato bello&lt;br /&gt;Quieto e caldo come&lt;br /&gt;La voce di una donna.&lt;br /&gt;E mi sono perso.&lt;br /&gt;Mi sono chiesto se&lt;br /&gt;È vero che chi non&lt;br /&gt;Dorme vive più in fretta,&lt;br /&gt;Ed il suono di una&lt;br /&gt;Risata ha saputo rispondermi,&lt;br /&gt;Così bella da farmi&lt;br /&gt;Chiudere gli occhi.&lt;br /&gt;Mi sono chiesto come&lt;br /&gt;Fosse il suono della&lt;br /&gt;Bellezza e mi è sembrato&lt;br /&gt;Come quello di un nome,&lt;br /&gt;E come fosse quello del nulla&lt;br /&gt;E l’ ho trovato sincero.&lt;br /&gt;Talvolta mi volto per&lt;br /&gt;Riuscire a risentire il passato,&lt;br /&gt;Per ricordare come suonava,&lt;br /&gt;E lo trovo come la voce&lt;br /&gt;Di un vecchio amico che&lt;br /&gt;Saluti da lontano mentre parte.&lt;br /&gt;Ed allora mi fermo&lt;br /&gt;Illuso di aver trovato&lt;br /&gt;Le parole migliori,&lt;br /&gt;Che suonano come la mia voce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;.....recentissima. Sulla notte, la grazia, il silenzio, il tempo e l' amore, me stesso, le cose, l' opera ed il suo raggiungimento, l' impresa, i ricordi, la resa e la verità.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3925340852328199394-7737668275414441676?l=potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/feeds/7737668275414441676/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3925340852328199394&amp;postID=7737668275414441676' title='12 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/7737668275414441676'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/7737668275414441676'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/2008/11/una.html' title='una....'/><author><name>johnny</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02011491482958476415</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_GOImZpdFWFE/SJEeaVRwtlI/AAAAAAAAAAM/GDxHL0y4mRE/S220/ammazza.jpg'/></author><thr:total>12</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3925340852328199394.post-2702872876489268083</id><published>2008-11-05T00:54:00.003+01:00</published><updated>2009-03-17T18:05:21.394+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='composizioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='narrativa'/><title type='text'>"forse è l' aria intorno"</title><content type='html'>Era strano. Lui la guardava, ma lei sembrava non accorgersene. Fumava con calma, come ad aspettare qualcosa, e lui tentava di immaginare quel qualcosa che lei aspettava. Come era stato inutile tutto quel tempo. Ma ora si trovavano lì. Erano soli in quel posto, un posto qualunque, un posto senza un particolare passato, senza un particolare futuro. Solo un posto. Senza tristezza, senza speranza, ma in fondo perché averne, l' immaginazione era un bene troppo prezioso per sprecarlo in quel momento, lo sapeva lui e lo sapeva pure lei. In fondo avevano sempre tenuto le cose in chiaro, era stato il loro peggior errore. Ma le cose sono come sono, ed in fondo non c' è una giustizia, c' è solo quello che accade e quello che non accade. Avevano sempre creduto così e non avevano ragioni per cambiare idea. Forse non c' era niente da cambiare. Lui era un po' agitato, l' aria affranta, lei era calmissima, le donne certe cose le vivono meglio, hanno un senso di giustizia che le fa sembrare tutto dovuto. O almeno lei era così, ed in quel momento contava solo quello. Si guardarono negli occhi, fu lui a parlare tentando di impostare la voce, di renderla più vera possibile:&lt;br /&gt;"Allora, dimmi: che te ne fai?"&lt;br /&gt;"Cosa vuoi che me ne faccia? Lo sai no, mi pare che la situazione fosse chiara"&lt;br /&gt;La calma di lei fu quasi offensiva, come un gesto improvviso, immotivato. Lui sperava in qualcosa di diverso, si illudeva. Provava qualcosa di molto vicino alla vergogna, ma riusciva a controllarlo, a nasconderlo. Fece due passi sul lato prima di riprendere a parlare.&lt;br /&gt;"A volte mi viene il dubbio che io sappia davvero o no. Poi con te le cose non sono mai sufficientemente chiare"&lt;br /&gt;"Che scortese che sei! Il fatto è che ti devi sempre dare una spiegazione, un motivo, un' utilità. Io no grazie al cielo. Ecco perché tu sei lì ed io sono qui"&lt;br /&gt;"Pensavo fossimo nello stesso posto"&lt;br /&gt;"Non si è mai nello stesso posto, non ti ho insegnato niente in tutto questo tempo?"&lt;br /&gt;La sua voce gli sembrava esageratamente musicale per quelle parole. Una voce bassa, più netta sarebbe stata più adatta a dire quello che stava dicendo lei. Pensò che la sua sarebbe stata più adatta. Era troppo persino per lui ammettere che lei avesse ragione. Decise che qualsiasi cosa fosse successa non avrebbe mai ammesso quel dato di fatto. In fondo non aveva niente da perdere ne da guadagnare. Si sentì visibilmente più sollevato da quella constatazione. Lei se ne accorse.&lt;br /&gt;"Magari non volevo imparare. Sei troppo abituata a pensarti necessaria, a volte non lo sei." Il tono di lui aveva perso quell' impostazione forzata ma si era fermata, ora sicura, rassegnata e quindi fiera. Lei si stupì del cambiamento e perse il controllo, solo per qualche secondo, ma era già tanto. Lei spense la sigaretta si fermò a guardarlo. Era diverso, lontano, aveva perso delle cose ma ne aveva trovate altre, e nemmeno lei sapeva dire se era meglio o peggio. Fu sul punto di sentirsi in colpa ma scacciò subito quel pensiero. Anche lei aveva perso qualcosa e trovato qualcos' altro. In genere le cose vanno così, non ne vale la pena farci un dramma.&lt;br /&gt;"Si forse non hai voluto imparare. Non recrimino niente, e lo sai. Abbiamo fatto quello che dovevamo, o forse solo quello che potevamo, ma non cambia niente. Le cose sono come sono, io e te siamo come siamo. Spero almeno che tu sappia che non ho mai finto, non mi sono mai nascosta, mi hai sempre trovata per quella che sono. Non penso sia poco."&lt;br /&gt;Era stata sincera, e per una volta non se ne importava di quello che poteva apparire. Lui lo sapeva e non poteva negarlo. La guardò come se stesse guardando l' orizzonte. Oramai era tutto già stato fatto, non c' era più motivo di stare lì, non una sola ragione per continuare a parlare. Le si avvicinò piano guardandole il viso. Era bello come qualcosa tanto lontana da essere pura.&lt;br /&gt;"Non è poco. Purtroppo non ho mai creduto alla verità delle cose, al fatto che vano come devono andare. Ma non cambia niente. Io non cambio niente, e magari non voglio farlo"&lt;br /&gt;Si fermò un attimo e le accarezzò il viso, così bello e lontano. Lei lo lasciò fare, anzi strinse un po' la mano di lui con la spalla e vi poggiò la sua. Lui parlò mentre continuava a carezzarla:&lt;br /&gt;"Sarebbe bello se non esistesse nulla altro, ma solo il tuo viso. Forse non siamo poi così diversi, come due raggi di luce, il colore è diverso, ma sono entrambi luce"&lt;br /&gt;Si chinò a darle un bacio leggero, come un soffio sulla pelle. Lei gli strinse un po' di più la mano e lo fissò per qualche secondo. Era tutto fatto. Lui si voltò in silenzio e si avviò senza voltarsi. Aveva vinto quella piccola battaglia ma come già sapeva senza guadagnarci niente. Una volta in auto scelse con cura la musica da mettere esaminando uno ad uno tutti i CD a disposizione. Si appoggiò al sediolino prima di partire e respirò a fondo. Si sentiva strano, non sapeva bene come e addirittura gli parve di non sapere nemmeno il perché. "Forse è l' aria intorno" si disse, poi ripartì.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3925340852328199394-2702872876489268083?l=potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/feeds/2702872876489268083/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3925340852328199394&amp;postID=2702872876489268083' title='10 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/2702872876489268083'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/2702872876489268083'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/2008/11/forse-l-aria-intorno.html' title='&quot;forse è l&apos; aria intorno&quot;'/><author><name>johnny</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02011491482958476415</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_GOImZpdFWFE/SJEeaVRwtlI/AAAAAAAAAAM/GDxHL0y4mRE/S220/ammazza.jpg'/></author><thr:total>10</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3925340852328199394.post-4804808454602679748</id><published>2008-11-04T15:55:00.004+01:00</published><updated>2009-03-17T18:05:21.390+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='premiato'/><title type='text'>mi do delle arie....tiè!!</title><content type='html'>&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_GOImZpdFWFE/SRBirf6SMnI/AAAAAAAAABQ/KF5lnvPVJQw/s1600-h/artewo2.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5264816463835968114" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 132px; CURSOR: hand; HEIGHT: 189px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_GOImZpdFWFE/SRBirf6SMnI/AAAAAAAAABQ/KF5lnvPVJQw/s320/artewo2.jpg" border="0" /&gt;Il mondo va a rotoli, e c' è poco da fare. Ma per fortuna ci sono delle persononcine a modo con dell' evidente buon gusto, buonissimo! Infatti a tale dimostrazione una di queste personcine a modo mi ha premiato, senza falsa modestia a buon ragione, ed il premio lo vedete qui. Signori e signore, singles e coppie di fatto, protestanti, protestati, indagati ed esseri umani tutti vi informo che sono stato insignito (si dice così non dubitate) del Premio &lt;strong&gt;ARTE PONTO VIDA&lt;/strong&gt;, mica bruscolini, che prevede piccole regole da rispettare. Quindi recupero un barlume di serietà e credibilità e delucido il premio e regole annesse...ecco:&lt;br /&gt;Il premio onora e riconosce il lavoro di blogger i cui blog motivano la terapia d' arte, e io ne sono lusingato, e presenta un piccolo e semplice corollario: &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;ol&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;si citi chi ha deciso di assegnare il premio&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;si dica il perché si è deciso di aprire il blog premiato&lt;/li&gt;&lt;li&gt;si dica quale sia la propria arte madre, anche se molteplici&lt;/li&gt;&lt;li&gt;nominare altri 13 blog amici meritevoli di tale attestato.&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;p&gt;Allora come già detto il premio mi è stato assegnato da una personcina a modo con evidente buon gusto che nella fattispecie si tratta di &lt;a href="http://cio-che-desideri.blogspot.com/"&gt;scrittrice75&lt;/a&gt;, o Angela (mi permetto di riportare il nome vero spero non ne abbia a male), che come il nik suggerisce è una scrittrice e come tale scrive. Io la ringrazio per aver associato il mio blog all' arte. Grazie. Ora ho deciso di aprire il blog per divertirmi, poiché scrivere soprattutto mi diverte oltre ad essere una necessità, per pubblicare tutte le idee che mi venivano, per esercitarmi nella scrittura, per le poesie che scrivo da tanto, per togliermi uno sfizio, non per particolari esigenze di sfogo. Per vedere che ne veniva fuori dai miei raccontini. Sono interessato un po' a tutte le arti, con più o meno interesse, ma di certo la mia arte madre è la MUSICA, con la quale fondo pure la scrittura, e poi la scrittura che pure mi accompagna fedele, ma sono più musicista che scrittore. Qui mi sento di dover fare una precisazione: senza alcuna arroganza mi considero un' artista, e non perché suoni tre strumenti o perché scriva, perché penso che artisti lo si è, penso che sia una caratteristica di noi stessi ne più ne meno come la simpatia o la testardaggine, perché io sento il mondo intorno in modo diverso dalla maggior parte della gente, e non mi sto mettendo su di un gradino più alto, solo diverso, e questo modo diverso mi porta a vedere cose che forse non tutti vedono, a sentirle e quindi a doverle dire, in qualche modo. Ecco. Detto questo vi dico che per tener fede all' ultimo punto necessito di un po' di tempo, e siccome mi pare sia lecito me lo prendo e vedrò con calma a chi dare cotanto lustro!!..Grazie a tutti.......&lt;span style="font-size:180%;"&gt;TA DA!!!!!!!&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3925340852328199394-4804808454602679748?l=potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/feeds/4804808454602679748/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3925340852328199394&amp;postID=4804808454602679748' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/4804808454602679748'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/4804808454602679748'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/2008/11/mi-do-delle-arieti.html' title='mi do delle arie....tiè!!'/><author><name>johnny</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02011491482958476415</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_GOImZpdFWFE/SJEeaVRwtlI/AAAAAAAAAAM/GDxHL0y4mRE/S220/ammazza.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_GOImZpdFWFE/SRBirf6SMnI/AAAAAAAAABQ/KF5lnvPVJQw/s72-c/artewo2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3925340852328199394.post-8540259660562147199</id><published>2008-10-31T04:01:00.002+01:00</published><updated>2009-03-17T18:05:21.388+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='poesia'/><title type='text'>....ancora sull' amore, e sull' inizio.</title><content type='html'>PREGHIERA PER I NUOVI GIORNI (titolo)&lt;br /&gt;Regalami&lt;br /&gt;le cose che ci spaventano&lt;br /&gt;affinché la paura&lt;br /&gt;diventi gioia,&lt;br /&gt;affinché la gioia&lt;br /&gt;sia la nostra compagna.&lt;br /&gt;Perchè anche le lacrime&lt;br /&gt;abbiano il sapore dell'amore&lt;br /&gt;lascia che i sogni più belli&lt;br /&gt;diventino semplici parole,&lt;br /&gt;che come gioielli&lt;br /&gt;ci porteremo addosso!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"... che strane creature i poeti. ogni volta che parlano è una truffa."&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3925340852328199394-8540259660562147199?l=potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/feeds/8540259660562147199/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3925340852328199394&amp;postID=8540259660562147199' title='15 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/8540259660562147199'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/8540259660562147199'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/2008/10/ancora-sull-amore-e-sull-inizio.html' title='....ancora sull&apos; amore, e sull&apos; inizio.'/><author><name>johnny</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02011491482958476415</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_GOImZpdFWFE/SJEeaVRwtlI/AAAAAAAAAAM/GDxHL0y4mRE/S220/ammazza.jpg'/></author><thr:total>15</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3925340852328199394.post-450207354727965943</id><published>2008-10-27T04:25:00.001+01:00</published><updated>2009-03-17T18:05:21.392+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='poesia'/><title type='text'>...una sull' amore.</title><content type='html'>INNO ALLA COMPAGNA CHE MI STRINGE LA MANO (titolo)&lt;br /&gt;A te&lt;br /&gt;che mi stringi&lt;br /&gt;la mano potrei&lt;br /&gt;dire mille cose.&lt;br /&gt;Ma preferisco guardarti.&lt;br /&gt;Un sorso di vento&lt;br /&gt;ci accompagna&lt;br /&gt;discreto, con le&lt;br /&gt;stelle che in cielo&lt;br /&gt;ci spiano.&lt;br /&gt;Ma sono tutte tue.&lt;br /&gt;A tratti me ne&lt;br /&gt;regali qualcuna,&lt;br /&gt;ma non te ne curi.&lt;br /&gt;L' imbarazzo che&lt;br /&gt;taci mi fa degno&lt;br /&gt;della luce che&lt;br /&gt;indosso, e se ho&lt;br /&gt;davvero quel po'&lt;br /&gt;di follia che tanto&lt;br /&gt;mi dici tenterò&lt;br /&gt;di strappare&lt;br /&gt;il cielo per&lt;br /&gt;dartelo al dito.&lt;br /&gt;Forse canterò&lt;br /&gt;di altre cento&lt;br /&gt;cose che non&lt;br /&gt;hanno senso&lt;br /&gt;e tu ne riderai,&lt;br /&gt;ma di te&lt;br /&gt;che mi stringi&lt;br /&gt;la mano mi&lt;br /&gt;racconterà l' aria.&lt;br /&gt;Se non ci sarò&lt;br /&gt;e se non ci sarai.&lt;br /&gt;Mille angeli ci&lt;br /&gt;canteranno le&lt;br /&gt;nostre favole&lt;br /&gt;e se non li vedrai&lt;br /&gt;cosa importa?&lt;br /&gt;Basterà chiudere&lt;br /&gt;gli occhi.&lt;br /&gt;Se ti sembrerò&lt;br /&gt;lontano aspettami&lt;br /&gt;ed io cercherò&lt;br /&gt;di dirti i sogni&lt;br /&gt;che vedo.&lt;br /&gt;Se il mio parlar&lt;br /&gt;ti suona strano&lt;br /&gt;perdonalo.&lt;br /&gt;Perchè il&lt;br /&gt;cielo se ne&lt;br /&gt;riempi tutto&lt;br /&gt;getto in alto&lt;br /&gt;questo mio saluto,&lt;br /&gt;a te che&lt;br /&gt;mi stringi&lt;br /&gt;la mano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;...scritta quando ero innamorato, ed in parte ancora lo sono.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3925340852328199394-450207354727965943?l=potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/feeds/450207354727965943/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3925340852328199394&amp;postID=450207354727965943' title='14 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/450207354727965943'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/450207354727965943'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/2008/10/una-sull-amore.html' title='...una sull&apos; amore.'/><author><name>johnny</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02011491482958476415</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_GOImZpdFWFE/SJEeaVRwtlI/AAAAAAAAAAM/GDxHL0y4mRE/S220/ammazza.jpg'/></author><thr:total>14</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3925340852328199394.post-134013507307349891</id><published>2008-10-21T01:23:00.012+02:00</published><updated>2009-03-17T18:12:53.154+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='a puntate'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dicerie scribacchierie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='narrativa'/><title type='text'>un' idea folle - puntata 4 (Come illudersi di ritornare)</title><content type='html'>Dopo troppo tempo forse, eccovi la quarta puntata.......&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CAMMINARE CON LENTEZZA.....&lt;br /&gt;Camminano lenti seguendo l' auto. Sparsi in una fila disordinata. Tutti tristi, tutti addolorati. D non li guarda, pensa che quella sia una pagliacciata. Cammina un po' in disparte, guardando in alto chiuso nei suoi occhiali nerissimi. C' è il sole. Lo trova ingiusto quel sole, insensibile. Fa caldo ma non se ne accorge. Porta un pantalone nero, scarpe nere, una camicia nera a maniche lunghe chiusa fino all' ultimo bottone sul collo sistemata con cura nei pantaloni. Le mani in tasca. Segue la folla senza farci caso, meccanicamente, non guarda nemmeno la strada. Mantiene gli occhi al celo. Qualcuno gli fa un cenno di saluto, qualcun altro gli dice qualche parola. Lui non sente niente, non risponde a nessuno. Solo cammina e guarda al cielo. Quello non è il suo posto, non è il suo paese, non lo è mai stato. Poi pensa di non avercelo un posto, un paese. Quindi non fa differenza. In fondo non è nemmeno il posto del fratello. Quello fa differenza. Non riesce a trovare un senso a quello che sta facendo, a quella situazione. Si sforza, ma non riesce a trovarci un significato. La bara, l' auto, la gente, i suoi vestiti neri. Non se li spiega. Allora ci rinuncia, che tanto non cambia niente, tanto le cose stanno come stanno. Questo fa differenza. Abbassa lo sguardo per guardare i suoi genitori. Sono davanti a tutti, uno vicino all' altro. Il padre, piegato, sconfitto, stanco. Senza colore, con lo sguardo lontano, la faccia scavata dal dolore, piccolo. Non vuole più niente, non si accorge di essere lì. La madre ritta e ferma, con lo sguardo fisso, vuoto, senza vita, il viso asciutto senza lacrime, la testa alta, le mani ferme, pietrificata, cementificata, senza ragione, senza respiro, senza più niente. D per un attimo pensa a come potrebbe essere stata la scena se nella bara ci fosse stato lui. Un improvviso pudore lo costringe a soffocare un sorriso. Si rammarica per non saper confortare i suoi. Ma le cose sono come sono. E nella bara non c' è lui. Questo fa differenza. Camminare non gli pesa più. Si guarda attorno prima di rialzare lo sguardo. Vede la folla, molti non li vedeva da un po', molti altri non li ha mai visti. Vede la strada e le case intorno. Vede i parenti. Estranei. Come lui. Si sente estraneo a tutto quello, alla gente, al posto, ai suoi. Si convince ancora di più di voler restare e vedere come vanno le cose. In fondo ha bisogno di solitudine e dove si è estranei si è anche soli. Poi magari qualcosa accade. Si arriva alla chiesa, ma lui non entra. Ci pensa, ma non ci riesce. Qualcuno lo guarda incuriosito, qualche parente sembra accennare un piccolo rimprovero con gli occhi. D non ci bada. Resta fuori con lo sguardo al celo. Pensa solo di non voler tornare a casa, pensa di voler camminare tutto il giorno. Tanto la casa sarebbe piena di gente. Si avvicina qualcuno. Gli parla ma lui non la sente. E' una ragazza. D la guarda, la vede muovere le labbra, ma non la sente, nemmeno un suono. Si accorge di conoscerla, ma non riesce e ricordarsi di lei. Lei continua a parlare, sembra preoccupata, gli mette una mano sulla spalla. D la guarda come si potrebbe guardare attraverso una finestra. Lei insiste, ma lui non la sente. D pensa che potrebbe persino riderle in faccia se non sta attento. Nel frattempo non riesce a ricordarsi di lei, ma la conosce. Se ne convince un po' di più. Immagina il suono della sua voce, lo immagina piacevole. Lei sembra ancora più preoccupata. Fino a che smette di parlare. D non la guarda più, ritorna a fissare il cielo. Gli viene in mente che sarebbe bello, in quel momento, avere della musica da ascoltare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3925340852328199394-134013507307349891?l=potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/feeds/134013507307349891/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3925340852328199394&amp;postID=134013507307349891' title='16 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/134013507307349891'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/134013507307349891'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/2008/10/un-idea-folle-puntata-4.html' title='un&apos; idea folle - puntata 4 (Come illudersi di ritornare)'/><author><name>johnny</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02011491482958476415</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_GOImZpdFWFE/SJEeaVRwtlI/AAAAAAAAAAM/GDxHL0y4mRE/S220/ammazza.jpg'/></author><thr:total>16</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3925340852328199394.post-8967662536169485918</id><published>2008-10-14T04:45:00.004+02:00</published><updated>2009-03-17T18:05:21.386+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='composizioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='narrativa'/><title type='text'>"la paura degli esseri umani è paura di essere umani"</title><content type='html'>La Bestia era nel mezzo, ci chiudevamo a cerchio intorno. Rantolava, a terra, si dimenava, bestemmiava, e continuava a scorrerci con lo sguardo. La sua sofferenza aveva ghiacciato l' aria. Nessuno diceva una parola, tutti chiusi in cerchio ad osserva smettere di esistere. Fermi, zitti, con le mani in tasca. La Bestia seguitava a muoversi, riversa sul pavimento, sanguinava feroce e magniloquente, i rantoli erano insopportabili. Eppure nessuno fece niente, nessuno mosse un dito. Solo io avevo un leggero sorriso sul volto, e lui di fronte talvolta mi guardava. La Bestia. I suoi occhi erano del Diavolo, ed il suo odio ci pesava addosso come una colpa. La Bestia era lì per noi e non potevamo sopportarlo. Fermò lo sguardo su di me prima di lasciare uscire la voce:&lt;br /&gt;"Cose c' è uomini? Vi piace il colore del mio sangue? Come siete inetti persino nel disprezzo!"&lt;br /&gt;La sua voce aveva il suono del marcio. La Bestia non voleva andarsene.&lt;br /&gt;"Gioite signori!! Ultimi! Questo siete, ultimi" una tosse la interruppe, il sangue le riempiva la bocca, non lo sputò lo lasciò colare, così che tutti vedano "piccoli esseri, vi rallegrate della mia fine così da potervi rallegrare della vostra. Piccoli esseri"&lt;br /&gt;Si dimenava la Bestia, fiera del suo dolore, cosciente della sua misera fine. "Non pensate di me, uomini, che io sia finita. Voi siete me, voi siete la mia fine....." ancora il sangue giunse a fermarla, ed un' improvvisa convulsione. "Questo sangue sono le vostre lacrime, miseri. Il vostro odio...guardatevi...guardatevi..fermi nei miei rantoli.......fetidi fetidi fetidi fetidi, no no, non smetterò poiché voi non smetterete, voi siete me!!....il sangue, il mio sangue vi gonfia....uomini e morti peggio del mio misero viso. Cani....cani come quei lerci che qui vi hanno condotto...........il mio sangue sempre vi sporca.....ah ah ah ah ah ah...guardatevi, guardateviiiiiiiiii!!!!!!! ed io sono la Bestia. Ah ah ah ah ah ah....uomini, esseri umani, spettatori......misere bugie, fandonie di marcio.....il sangue il sangue il sangue il sangue................eccolo il sangue bevetene! Bevetene! Ad uno ad uno mi prenderò ed allora saprete come si bestemmia....bevetene!!! Uomini...eserciti, io sono gli eserciti...porci, porci, neanche l' inferno vi vuole esseri umani!! perché ora? perché?...si lo so è tempo...ma perché?.....il mio sangue vi riempe!! Porci. Esseri umani, solo questo siete, esseri umani, gonfi di giustizia, di miseria, soli e persi, marciti, abbandonati...dove è? Dove è la verità? allora porci, dove è la verità? Fermi nei miei rantolì..........guardatevi....guardatemi, guardatemiiiiiiiiiii. Inetti persino nell' odio...cosa saprete fare? Dove affonderete le vostre dita?.....ultimi questo siete ultimi!! Come il mio cancro sarete sempre marci...guardatemi, guardateviiiiiiiiii!!"&lt;br /&gt;Tutti in cerchio la guardavamo dimenarsi persa nel suo vomito. La Bestia stava finendo, eppure nessuno mosse un dito. Non un respiro, in quell' aria ghiacciata dalla sua sofferenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Bestia seguitava a chiamarci tutti per nome, ma nessuno ebbe il coraggio di risponderle.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3925340852328199394-8967662536169485918?l=potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/feeds/8967662536169485918/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3925340852328199394&amp;postID=8967662536169485918' title='10 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/8967662536169485918'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/8967662536169485918'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/2008/10/la-paura-degli-esseri-umani-paura-di.html' title='&quot;la paura degli esseri umani è paura di essere umani&quot;'/><author><name>johnny</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02011491482958476415</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_GOImZpdFWFE/SJEeaVRwtlI/AAAAAAAAAAM/GDxHL0y4mRE/S220/ammazza.jpg'/></author><thr:total>10</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3925340852328199394.post-1076233630674538551</id><published>2008-10-11T02:08:00.002+02:00</published><updated>2009-03-17T18:05:21.395+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='poesia'/><title type='text'>....una</title><content type='html'>SENZA ALCUNA VOLONTA DI DOLORE(titolo)&lt;br /&gt;Farò di tutto per&lt;br /&gt;Riuscire ad essere da solo.&lt;br /&gt;E nel frattempo saprò&lt;br /&gt;Dire tutte le bugie che&lt;br /&gt;Saranno necessarie.&lt;br /&gt;Finalmente la mia stupida&lt;br /&gt;Anima potrà smettere&lt;br /&gt;Di fingere di starmi&lt;br /&gt;Accanto.&lt;br /&gt;E riposerò finché dovrò.&lt;br /&gt;Francamente non&lt;br /&gt;Credo più.&lt;br /&gt;E non so perché le&lt;br /&gt;Mie parole abbiano&lt;br /&gt;Ancora il fastidioso&lt;br /&gt;Suono della verità.&lt;br /&gt;Solo il silenzio mi&lt;br /&gt;Rende sveglio ed&lt;br /&gt;A lui mi aggrapperò.&lt;br /&gt;Con lui mi cullerò&lt;br /&gt;Fino all’ alba,&lt;br /&gt;in lui aspetterò il nulla.&lt;br /&gt;I vostri volti saranno&lt;br /&gt;Così piccoli ed incolore&lt;br /&gt;Che persino io potrò&lt;br /&gt;Dimenticarli senza&lt;br /&gt;Pentirmene affatto.&lt;br /&gt;Tutte le mie scuse&lt;br /&gt;Vi sembreranno&lt;br /&gt;Infinitamente giuste&lt;br /&gt;Ed allora io,&lt;br /&gt;nel vostro rumoroso&lt;br /&gt;stupore saprò dove andare.&lt;br /&gt;Le mie mani saranno piene.&lt;br /&gt;Ego vi assolvo in&lt;br /&gt;Nomine padre&lt;br /&gt;Signori miei,&lt;br /&gt;Finché il tempo ci&lt;br /&gt;Renderà servizio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;questa è l' ultima che ho scritto, avrà poco più di un mese. Credo sia positiva.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3925340852328199394-1076233630674538551?l=potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/feeds/1076233630674538551/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3925340852328199394&amp;postID=1076233630674538551' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/1076233630674538551'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/1076233630674538551'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/2008/10/una.html' title='....una'/><author><name>johnny</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02011491482958476415</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_GOImZpdFWFE/SJEeaVRwtlI/AAAAAAAAAAM/GDxHL0y4mRE/S220/ammazza.jpg'/></author><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3925340852328199394.post-6083911337762200984</id><published>2008-10-06T05:18:00.003+02:00</published><updated>2009-03-17T18:05:21.385+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='composizioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='narrativa'/><title type='text'>elogio al peggio.</title><content type='html'>E sono la notte che viene a pigliare le anime sveglie senza più amore. E sono quel buio, l' eterno dolore, il sangue il sudore e la puzza del tempo. Io sono il peggio vestito di nero, il vostro sangue che tinge il sudario. Che brucino le membra, ed insieme le passioni, ubriachi del male e santi di follia, uomini straziati di carne privati urlate le bestemmie, che salgano al cielo. Senza più morale, privi di tempo, spenti di ogni gemito di vita io vi mangerò le ossa. E senza alcuna lacrima, senza colore, solo quel nero che di infamia vi copre, quella zozzura che la morte vi da, quel marcio sconvolto che vi rende perduti, voi che da me sarete presi e che da tutto sarete andati. Sconfitti e mangiati io vi deploro, io vi confisco ogni sogno e nel fango lo affogo, il fango della terra che vi odia, che vi mangia, che senza gloria vi dimentica. Uomini, bestie, pazzi affogati, pezzi di corpi. Che non vedano più gli occhi, che ogni consiglio vi trovi storpi e figli miei, persi nella bestemmia e nello squallore, vanti di quell' unico rancore che corrode la mente e rende impuni. Non più uomini solo creature, non più vivi, non più voi, perduti e disprezzati, rotti lacerati nel lercio delle vostre misere vite. Ultimi e non più contati. Io vengo a riscuotere il mio compenso, vengo a bere dei vostri lamenti, che siete già pazzi, che la fine non sia migliore, che la penitenza vi sorprenda indifesi, che il demone si vergogni del vostro dolore. Io brinderò nelle vostre carni, e il Diavolo avrà di che umiliarvi. Non messe nella vostra perdizione, nella vostra condanna, l' aria vi ripudierà come blasfemia, come fine ultima della coscienza traviata. Nel nome dell' odio le catene della morte vi saranno strette, il vostro sangue le terrà lucide. A voi che siete andati traditi da ogni umana speme neanche il fango presterà ristoro. Solo odio e fine, odio e morte, nella vergogna delle vostre carni, senza grazia, senza pietà, solo fine e buio nell' agonia della vostra dipartita. Che brucino i cieli sopra di voi, non più uomini, voi che da me sarete presi a da tutto sarete andati.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3925340852328199394-6083911337762200984?l=potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/feeds/6083911337762200984/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3925340852328199394&amp;postID=6083911337762200984' title='12 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/6083911337762200984'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/6083911337762200984'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/2008/10/elogio-al-peggio.html' title='elogio al peggio.'/><author><name>johnny</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02011491482958476415</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_GOImZpdFWFE/SJEeaVRwtlI/AAAAAAAAAAM/GDxHL0y4mRE/S220/ammazza.jpg'/></author><thr:total>12</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3925340852328199394.post-9104771382151096421</id><published>2008-10-02T02:50:00.004+02:00</published><updated>2009-03-17T18:13:19.852+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='camminante'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dicerie scribacchierie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='narrativa'/><title type='text'>uno come quello lì</title><content type='html'>C' era un tipo strano. Uno di quelli che ti volti a guardare, uno di quelli che osservi di taglio, per non far vedere che poi lo stai guardando che non sai come potrebbe prenderla. Uno particolare. Uno di quelli che conoscono tutti, però nessuno lo sa come si chiama, che pare che nessuno sappia chi è. Uno così insomma. Qualcuno ha delle storie su uno come quello lì, però vai a sapere se sono vere, se poi sono successe davvero, che la gente non ci mette niente ad inventare, perché si sa tutti vogliono avere qualcosa da dire. E su uno come quello lì non è mica tanto difficile inventare le storie, che davvero potrebbero essere vere. Che se ci fate caso, in ogni posto c' è uno come quello lì, più o meno strano, più o meno conosciuto, più o meno maltrattato. Però c' è. E già questo ti fa pensare, perché poi mica sono così diversi i posti nel mondo se tutti hanno un tipo come quello lì, e te ne convinci, anche perché pensi che poi i posti sono fatti dalle persone, e che se sono diversi vuol dire che sono diverse le persone che ci stanno, con altre abitudini, atre storie, altre idee. Però poi se ci sono sempre tipi come quello lì e sono trattati uguale, allora le persone mica sono poi tutte diverse, che se no almeno un posto senza tipi come quello lì ci doveva pure stare. Ma non c' è. Allora non sono proprio diverse queste persone, anche se sembra, sono diverse le cose in superficie, che se vedi bene nemmeno quelle, ma la sostanza è la stessa, le stesse necessità e gli stessi desideri. Però mica la si ammette questa cosa, che pare che se poi dici che in fondo siamo uguale c' è pure chi si offende. E quello lì a me a volte sembrava che ci assomigliasse a tutti, che poi nessuno lo conosceva e mica si poteva dire che era diverso, che se dicevi ad uno per strada " lo vedi quello lì? è come te" poteva pure essere che ti diceva una parolaccia o si offendeva. E forse magari in principio mi sarei offeso pure io, che avrei pensato "e che c' entro io con quello lì? lo hai visto bene?". Però poi ero io che non lo avevo visto bene, e pure tutti gli altri non lo avevano visto bene che se no lo capivano che un po' assomigliava a loro. Che poi è ovvio che mica si è proprio uguali uguali, però è una diversità strana perché poi ci rende tutti gli stessi, con le stesse paure, le stesse voglie, che tutti ad una certa ora abbiamo fame, che poi ci viene sonno, che se facciamo cose diverse poi in sostanza andiamo dalla stessa parte. Allora mica è poi tanto vera tutta sta diversità, che il segreto è tutti lì, devi stare attento a cosa vuoi dire se dici "diverso", perché poi la gente ci crede e ti vede sul serio come uno diverso, allora devi far capire che stai dicendo che non sei proprio uguale uguale, che ti piace una cosa che poi magari a loro non piace, che sei particolare, non banale. Che poi a fraintendere non ci vuole niente ed allora tutti credono che anche tu sei uno come quello lì, che poi in verità i tipi come quello lì mica esistono. E' che lo credono gli altri, che sono talmente convinti che non guardano più con attenzione, che se no lo vedrebbero che poi non ci sono i tipi come quello lì. Così quello lì non mi sembrava più uno come quello lì, che poi sarebbe sempre lui, ed allora mi sono chiesto perché poi le persone pensavano che non era come loro. Che a dire la verità era strano, però per esempio pure uno che si mangia le uova con la maionese alle sette di mattina per me è uno po' strano, e la Germania è piena di questi che si mangiano le uova alle sette di mattina. Allora mi son convinto che essere strano non è mica poi una cosa brutta, che poi non è che uno è strano, ma siano noi che lo vediamo strano. Per esempio in Germania uno che mangia le uova alle sette di mattina mica dicono che è strano. Allora sta normalità è solo una bufala, e quello lì non è strano solo perché lo dico io, magari lui ci vede strani, allora chi ha ragione? E se fosse tedesco? O forse non gli piace quello che piace a tutti. Ed allora mica posso dire se è strano o no se non gli piace quello che piace a me. Così ho deciso che ci dovevo parlare con quello lì, tanto per essere sicuro, e vedere che poi i tipi come quello lì mica esistono, e quindi è normale che poi ci sono da per tutto, che se non esistono non esistono da nessuna parte. Ed io un giorno gli ho parlato a quello lì, così per strada, che gli deve essere parso strano che uno poi lo ferma per strada e gli parla che manco lo conosce. E va beh mica ho detto che io non sono strano. Mentre aspettavo il pulmetto l' ho fermato, che pure lui aspettava il pulmetto, e gli ho chiesto come che andava. Aveva l' aria stranulata e non era mica tanto abituato al fatto che poi uno vuol fare conversazione. Gli ho chiesto pure come è che si chiamava. Dopo un po' mi ha risposto, e qualche parola l' abbiamo scambiata. Io devo dire la verità mica ho capito bene bene cosa mi ha detto, però secondo me neanche lui ha capito bene bene cosa ho detto io, ed allora siamo pari. Era la prima volta, e quindi un po' va bene che non ci siamo poi tanto capiti, però già adesso va meglio, che ci salutiamo quando ci incrociamo per strada e sul pulmetto di mattina parliamo, sembra proprio che ormai ci capiamo, magari non bene bene, però non c' entra, che certe volte non capisco neanche mia madre bene bene. Mi sa che adesso la gente sul pulmetto pensa che anche io sia uno come quello lì, però non importa, che io a dire la verità mica ho tanta voglia di spiegare che poi i tipi come quello lì non esistono.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3925340852328199394-9104771382151096421?l=potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/feeds/9104771382151096421/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3925340852328199394&amp;postID=9104771382151096421' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/9104771382151096421'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/9104771382151096421'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/2008/10/uno-come-quello-l.html' title='uno come quello lì'/><author><name>johnny</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02011491482958476415</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_GOImZpdFWFE/SJEeaVRwtlI/AAAAAAAAAAM/GDxHL0y4mRE/S220/ammazza.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3925340852328199394.post-3771194325486823182</id><published>2008-09-29T00:54:00.008+02:00</published><updated>2008-09-29T05:03:40.393+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='premiato'/><title type='text'>dunque....</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_GOImZpdFWFE/SOAMW__XrZI/AAAAAAAAABI/XpQ8ueI1Df4/s1600-h/Copia_di_IMG_0062.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5251210754787880338" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_GOImZpdFWFE/SOAMW__XrZI/AAAAAAAAABI/XpQ8ueI1Df4/s320/Copia_di_IMG_0062.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Cari signori e signore, signorine e ragazzetti di ogni livello sociale, uomini di fatica e donne facili, esseri immuni alla saggezza e voi che sapete contare le stelle, amici parenti di amici e parenti dei parenti, chi conosco e chi no, e tutti quelli che possono essere....mi hanno premiato!! E lo vedete, il premio, qui sopra. Devo dire che sono in imbarazzo poiché non sono avvezzo al mondo blogger, però va bene lo stesso. E' premiata la fantasia ed il mio modo di scrivere e sono lusingato!! Mi ha premiato &lt;a href="http://veronicatralenuvole.blogspot.com/"&gt;Veronica&lt;/a&gt;, una cara signorina molto simpatica ed intelligente, nonché di evidente buon gusto, che mi legge ignara delle ripercussioni psicosomatiche che ne verranno. Il premio è stato ideato con saggezza da &lt;a href="http://ilpiaceredelcreare.blogspot.com/"&gt;Ishtar&lt;/a&gt;, che non conosco lo ammetto ma mi riprometto di andare a leggere il suo blog quanto prima, e la cui dicitura recita : &lt;em&gt;"...i premi solitamente hanno un regolamente, questo nessuno in particolare, ricordate solo che è attinente alla fantasia, sarebbe cosa gradita dire che è stato inventato da me, e tratto da una mia foto delle saline di Molentargius, Cagliari, nulla di più!". &lt;/em&gt;Detto questo ho detto tutto e mi vado ritirando genuflettendomi a tale sentenza fin troppo benevola.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3925340852328199394-3771194325486823182?l=potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/feeds/3771194325486823182/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3925340852328199394&amp;postID=3771194325486823182' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/3771194325486823182'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/3771194325486823182'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/2008/09/dunque.html' title='dunque....'/><author><name>johnny</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02011491482958476415</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_GOImZpdFWFE/SJEeaVRwtlI/AAAAAAAAAAM/GDxHL0y4mRE/S220/ammazza.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_GOImZpdFWFE/SOAMW__XrZI/AAAAAAAAABI/XpQ8ueI1Df4/s72-c/Copia_di_IMG_0062.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3925340852328199394.post-3299530862857183256</id><published>2008-09-26T03:29:00.001+02:00</published><updated>2008-09-26T03:32:08.745+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='poesia'/><title type='text'>..la celebrezione</title><content type='html'>CANTO PER IL MIO FUNERALE (titolo)&lt;br /&gt;I cori dei cieli&lt;br /&gt;suoneranno forte&lt;br /&gt;quel giorno e&lt;br /&gt;molti occhi si&lt;br /&gt;spalancheranno per&lt;br /&gt;vedere il carro che&lt;br /&gt;mi porterà. Forse,&lt;br /&gt;piangeranno le&lt;br /&gt;nuvole, forse piangerà&lt;br /&gt;il vento. Ma una&lt;br /&gt;musica dolce&lt;br /&gt;riempirà tutta l'aria&lt;br /&gt;del mio ricordo,&lt;br /&gt;anche se solo&lt;br /&gt;per un attimo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;.......altamente celebrativa, ed a proposito di fine.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3925340852328199394-3299530862857183256?l=potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/feeds/3299530862857183256/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3925340852328199394&amp;postID=3299530862857183256' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/3299530862857183256'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/3299530862857183256'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/2008/09/la-celebrezione.html' title='..la celebrezione'/><author><name>johnny</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02011491482958476415</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_GOImZpdFWFE/SJEeaVRwtlI/AAAAAAAAAAM/GDxHL0y4mRE/S220/ammazza.jpg'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3925340852328199394.post-6493521563401184715</id><published>2008-09-23T00:50:00.009+02:00</published><updated>2009-03-17T18:13:52.205+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='a puntate'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dicerie scribacchierie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='narrativa'/><title type='text'>un' idea folle- puntata 3 (Come illudersi di ritornare)</title><content type='html'>A voi la terza puntata........con un piccolo cambio di visuale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PRIMO INTERMEZZO. SUL PIANTO&lt;br /&gt;Chiusa nella stanza. Buio, tutto intorno. Non vede niente. Piange. Non pensa, Non vuole ricordare. Piange. Odia la presenza che le sta affianco. Non sa spiegarselo, ma in fondo non le interessa. Pensa solo "perché lui è vivo?". Un po' se ne vergogna, ma si convince che non è naturale sopravvivere ai figli. Allora se lo ridomanda, "perché lui è vivo?". Piange. Silenziosa, senza rumore. Ma è estremamente evidente. Piange. La notte pesa. Interminabile. Sa che la presenza che sta di fianco la sente, si accorge di tutto. Lo odia un po' di più. Piange. Si chiede come sarebbe finire tutto lì, come sarebbe se riuscisse a non sentire più niente. Si convince che tutto il resto sarebbe comunque come niente. Allora tanto vale goderselo quel pianto, perché è comunque l' ultimo che fa. Ne è sicura. Piange. Non si preoccupa più di stare in silenzio. Ora il silenzio le sembra indegno. Piange. Solo questo conta. Piange. Che tutti sentano. Piange e prova orgoglio per quel pianto, tanto che diventa ingombrante, riempe tutta la stanza. Colma le pareti. Le sembra di ridere. Piange. Tanto che l' alta persona non può più stare nella stanza. Quel pianto la soffoca. Lei lo sa ed allora Piange. Lo rende evidente, insopportabile. L' altro si alza. Ma non si volta. Piange. Pensa a D, e quasi di nascosto si chiede perché non lui. Perché non l' altro figlio. Piange anche per quel pensiero. Non conta più. Piange, e quello giustifica tutto. Pensa che in fondo lui se ne era andato. Quindi perché no lui? Piange. Si rende conto che le è rimasto solo quel pianto. Non ha più niente. Tutto non esiste più. Niente marito o altro figlio con il quale non parla. Niente casa. Solo quell' ultimo pianto. Allora vuole farlo durare quel pianto. Deve tenerselo stretto. Sa che quando finisce, allora finisce pure lei. Tanto tutto è già accaduto. Piange. Devono sentirlo, devono saperlo. Lei lo deve sentire, lei lo deve sapere. Tanto non le interessa nessun altro. Solo il pianto. Ora lei è diventata il pianto, le lacrime sono lei stessa. La notte comincia a finire, e lei comincia ad avere ansia. Non vuole finire. Vuole piangere. Non vuole finire. Pensa che è troppo presto, che una notte dura meno di un pianto. L' alba si fa vedere. Le lacrime sono più dense, scendono più lente. Si agita un po'. Non si può piangere con la luce. Ancora poche lacrime e poi il nulla. Andare avanti vuota. Tanto già si è morti. Piange. Non vuole smettere. No. Un po' di luce entra. Si rassegna. Sente le lacrime sempre più lente, sempre più poche. Allora si calma. Non si può piangere con la luce, lo sa. Pensa che in fondo l' eternità è tutta lì, nella fine delle cose. La luce invade la stanza e la trova ferma. Non piange. L' ultima lacrima tenta di resistere sullo zigomo. Asciuga gli occhi con cura con un fazzoletto fresco di bucato e lo ripone in un cassetto, lontano da qualsiasi altra cosa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3925340852328199394-6493521563401184715?l=potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/feeds/6493521563401184715/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3925340852328199394&amp;postID=6493521563401184715' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/6493521563401184715'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/6493521563401184715'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/2008/09/un-idea-folle-puntata-3.html' title='un&apos; idea folle- puntata 3 (Come illudersi di ritornare)'/><author><name>johnny</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02011491482958476415</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_GOImZpdFWFE/SJEeaVRwtlI/AAAAAAAAAAM/GDxHL0y4mRE/S220/ammazza.jpg'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3925340852328199394.post-813344677748359006</id><published>2008-09-20T04:56:00.004+02:00</published><updated>2008-09-20T05:24:04.309+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='poesia'/><title type='text'>...una sulla fine</title><content type='html'>(SENZA TITOLO)&lt;br /&gt;A tratti riconosco&lt;br /&gt;il cielo ed il cielo&lt;br /&gt;riconosce me,&lt;br /&gt;mia Regina.&lt;br /&gt;Eppure le tue mani&lt;br /&gt;mi avrebbero potuto&lt;br /&gt;toccare ed io,&lt;br /&gt;gli avrei creduto.&lt;br /&gt;Ma è già abbastanza.&lt;br /&gt;Le cose arriveranno&lt;br /&gt;e le risposte non&lt;br /&gt;serviranno più.&lt;br /&gt;Tutto sarà dove sei&lt;br /&gt;tu ed io non sarò&lt;br /&gt;da nessuna parte,&lt;br /&gt;mia Regina.&lt;br /&gt;Mi terrò tutti i segreti&lt;br /&gt;e continuerò a dire&lt;br /&gt;le mie solite bugie.&lt;br /&gt;Conosco i miei desideri&lt;br /&gt;e troverò il mio pudore,&lt;br /&gt;poiché passa&lt;br /&gt;la fine mia Regina.&lt;br /&gt;Il tempo avrà&lt;br /&gt;di nuovo ragione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La celebrazie della fine, che spesso è più importante dell' inizio! Ho sempre pensato che il fatto che debbano finire rende le cose speciali.......ma in fondo sono uno strano io.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3925340852328199394-813344677748359006?l=potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/feeds/813344677748359006/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3925340852328199394&amp;postID=813344677748359006' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/813344677748359006'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/813344677748359006'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/2008/09/una-sulla-fine.html' title='...una sulla fine'/><author><name>johnny</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02011491482958476415</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_GOImZpdFWFE/SJEeaVRwtlI/AAAAAAAAAAM/GDxHL0y4mRE/S220/ammazza.jpg'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3925340852328199394.post-4893772269702899724</id><published>2008-09-18T03:23:00.004+02:00</published><updated>2008-09-18T04:29:25.269+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='composizioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='narrativa'/><title type='text'>intermezzo ( in Abm )</title><content type='html'>Tutto scorre lento, e i rumori non esistono più. E' fra altre cento persone, ma sono lontane, tanto che le loro voci gli arrivano confuse, appena udibili nella lentezza dell' aria. Eppure gli sono accanto, ma per lui troppo distanti. Per un attimo gli sembra di non poterle più vedere. Sorride e socchiude gli occhi abbandonandosi all' aria della notte. Non guarda più, ascolta il brusio delle voci che non riesce più a riconoscere, si appoggia al silenzio che diventa musica, ai colori delle note, al &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;Ebm&lt;/span&gt; che diventa E, cerca di sentire il suo respiro, gli pare di sentire il suo nome, ma il suono è lontano, viene rapito dal movimento sul F#, dalla musica della notte, apprezza il fraseggio sulle quarte e le seconde, gli sembra fresco, alza un po' la testa, gli arriva un luccichio ma è piacevole, ascolta, il tempo che dall' otto passa al tre, gli pare di sentire le note che lo sfiorano, come se fossero vento, aria che si muove, è candida la musica, le voci non le danno fastidio, a tratti sembrano parti di essa, il movimento sul D#m, sul B e poi ancora sul F#, un passaggio davvero elegante, si lascia cullare dalle note dolci ma svelte, le terzine che si inseguono, un piccolo cambio sul &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;Abm&lt;/span&gt; ma poi si ritorna subito sul B, oramai ci sono solo le note, il cielo e l' aria sono solo note, leggere, che riempiono tutto lo spazio, l' amore, il suono del tutto, la musica, la vita, il dolore, una piccola pausa, il F# che chiude sul E, la nota che sfuma. Riapre appena gli occhi, pensa che sarebbe bello sentire le persone che lo circondano piangere per vedere se così riesce a riconoscerle.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3925340852328199394-4893772269702899724?l=potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/feeds/4893772269702899724/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3925340852328199394&amp;postID=4893772269702899724' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/4893772269702899724'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/4893772269702899724'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/2008/09/intermezzo-in-abm.html' title='intermezzo ( in Abm )'/><author><name>johnny</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02011491482958476415</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_GOImZpdFWFE/SJEeaVRwtlI/AAAAAAAAAAM/GDxHL0y4mRE/S220/ammazza.jpg'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3925340852328199394.post-2375065630686708517</id><published>2008-09-12T01:35:00.002+02:00</published><updated>2008-09-12T01:39:02.405+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='poesia'/><title type='text'>..una su di me (forse, magari ditemi voi!)</title><content type='html'>SECONDA LETTERA ALLA PICCOLA AMICA(titolo)&lt;br /&gt;Vedi,&lt;br /&gt;prima o poi torno&lt;br /&gt;a scriverti.&lt;br /&gt;Non sono sicuro che&lt;br /&gt;sia passato del tempo&lt;br /&gt;dall' ultima volta.&lt;br /&gt;C' è la luna che&lt;br /&gt;taglia la notte.&lt;br /&gt;Vorrei tagliasse anche me.&lt;br /&gt;Sarebbe bello sai&lt;br /&gt;potersi sciogliere&lt;br /&gt;come la pioggia per&lt;br /&gt;ballare nel vento.&lt;br /&gt;Non voglio restare qui.&lt;br /&gt;Ma forse non voglio&lt;br /&gt;andare in nessun&lt;br /&gt;altro posto. Ti prego&lt;br /&gt;piccola amica, parlami,&lt;br /&gt;raccontami mille cose,&lt;br /&gt;inventa favole solo&lt;br /&gt;per me. Portami via,&lt;br /&gt;tra milioni di parole.&lt;br /&gt;Chiudi i miei occhi&lt;br /&gt;e cullami con la tua voce.&lt;br /&gt;Non abbandonarmi qui&lt;br /&gt;fra le cose che ci sono,&lt;br /&gt;portami fra quelle che&lt;br /&gt;non esistono.&lt;br /&gt;Non voglio vedere.&lt;br /&gt;Non voglio sentire.&lt;br /&gt;Anche se solo per&lt;br /&gt;un' ora, forse,&lt;br /&gt;non voglio esistere.&lt;br /&gt;Ricordi?...Ti dissi che&lt;br /&gt;ti avrei scritto una poesia.&lt;br /&gt;Le poesie che ti&lt;br /&gt;dedico sono pensieri,&lt;br /&gt;non potrei mai scriverle.&lt;br /&gt;Sembro un bambino.&lt;br /&gt;Perdonami piccola amica,&lt;br /&gt;Non farti una cattiva&lt;br /&gt;idea di me. Perdonami.&lt;br /&gt;Non sono sicuro di&lt;br /&gt;sapere cosa dovrei...&lt;br /&gt;Sto dicendo troppi no.&lt;br /&gt;Ormai si è fatto tardi,&lt;br /&gt;ma tornerò a scriverti.&lt;br /&gt;Ti prego solo di essere pronta.&lt;br /&gt;Ti saluto piccola amica&lt;br /&gt;con l' augurio che&lt;br /&gt;sarà la gioia il nostro&lt;br /&gt;prossimo tramite.&lt;br /&gt;Anche ora ti invito&lt;br /&gt;a salutarmi chiunque&lt;br /&gt;tu  voglia e magari parlagli&lt;br /&gt;di me inventando pure&lt;br /&gt;qualsiasi storia&lt;br /&gt;ti sia venuta in mente.&lt;br /&gt;Vestimi di fantasia&lt;br /&gt;cosi capirai, e capirò anch' io.&lt;br /&gt;Ti regalo il mio pensiero&lt;br /&gt;e questo tentativo di&lt;br /&gt;omaggiarti.&lt;br /&gt;A notti migliori&lt;br /&gt;piccola amica,&lt;br /&gt;che non tardino&lt;br /&gt;ad arrivare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;....ecco, non sono sicuro di poterla considerare una poesia. Anche questa è lunghina e lo so, ma ha qualche verso in meno però. Esiste anche una prima lettera, ma questa mi piace di più. Eccola a voi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3925340852328199394-2375065630686708517?l=potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/feeds/2375065630686708517/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3925340852328199394&amp;postID=2375065630686708517' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/2375065630686708517'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/2375065630686708517'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/2008/09/una-su-di-me-forse-magari-ditemi-voi.html' title='..una su di me (forse, magari ditemi voi!)'/><author><name>johnny</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02011491482958476415</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_GOImZpdFWFE/SJEeaVRwtlI/AAAAAAAAAAM/GDxHL0y4mRE/S220/ammazza.jpg'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3925340852328199394.post-133878275960572528</id><published>2008-09-12T01:12:00.003+02:00</published><updated>2009-03-17T18:14:31.116+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dicerie scribacchierie'/><title type='text'>...mi pare abbastnza!</title><content type='html'>So che qualcuno sarà scontento o indignato da quello che dirò, però lo dico lo stesso: basta co sto 11 settembre mi avete rotto!! In tv, su internet, sui blog, continuamente gente che dice che non bisogna dimenticare, gli speciali in tv, i filmati riproposti, per non dimenticare bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla............basta!! Non mi fa piacere ovviamente, non approvo qello che è capitato, ma vi rendete conto quanta squalida propagande c' è dietro questo fatto del ricordare questo 11 settembre, quanta indignazione pubblicizzata e venduta a spray qua e la!! Nel mondo ci sono almeno 120 conflitti di natura civile, senza contare le guerre fatte dagli americani per vendetta, perchè era quello, (o meglio un opera economica mascherata da vendetta), e non si parla che dell' 11 settembre! Vi indignate a comando, solo se vi fanno vedere il filmatino su youtube, e vi fate abbindolare dai media che vendono la loro indignazione. Intanto la situazione in Birmania fa meno notizia di quante medagli ha vinto l' Italia, l' olimpiade, una caterba di soldi spesi a cazzo per far fare bella figura alle nazioni coi loro bei atleti, ha completamente oscurato la strage dei monaci....e nessun si indigna perchè? Perchè nessuno ha fatto pubblicità ecco perchè. Perchè vedere centinaia di idioti che si danno da fare per vincere un pezzetto di ferro è più importante delle stragi che in tutto il mondo vengono fomentate, molte dagli americani per ovvie ragioni di mercato. Francamente a me sembrate un po' ridicoli!!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3925340852328199394-133878275960572528?l=potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/feeds/133878275960572528/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3925340852328199394&amp;postID=133878275960572528' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/133878275960572528'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/133878275960572528'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/2008/09/mi-pare-abbastnza.html' title='...mi pare abbastnza!'/><author><name>johnny</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02011491482958476415</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_GOImZpdFWFE/SJEeaVRwtlI/AAAAAAAAAAM/GDxHL0y4mRE/S220/ammazza.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3925340852328199394.post-2054953276715803314</id><published>2008-09-08T03:26:00.006+02:00</published><updated>2009-03-17T18:14:58.979+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='a puntate'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dicerie scribacchierie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='narrativa'/><title type='text'>un' idea folle - puntata 2 (Come illudersi di ritornare)</title><content type='html'>Eccovi la seconda puntata....spero vi piaccia. Beccatevela!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;FINO ALL' ALBA&lt;br /&gt;Sono tutti seduti intorno al tavolo, mentre persone entrano ed escono continuamente. Parenti, amici, conoscenti. Qualcuno soffre, qualcun altro finge. D è seduto in disparte, su di una sedia poggiata al muro, ai bordi della stanza. Guarda le persone che entrano ed escono. Molti li disprezza, altri non li cura. Gli sembrano troppe. Pensa di alzarsi per andarsene a fare due passi. Poi decide di restare. Ha in mano un caffè ma non lo beve, lo guarda soltanto. Cerca di non pensare a niente. Quasi tutti lo salutano e sembrano non badare al suo stare in disparte. Ma fingono. Lui lo sa e non gli interessa. In fondo se ne era andato proprio per questo. Una voce ripete in continuazione “Non si può morire così”. È sua madre. Piange. Non pensa di confortarla, solo la comprende. Un figlio che muore un po’ ti uccide. Il padre è in silenzio. Si sente solo un po’ di brusio di gente che si muove. Il suo amico è seduto al tavolo. A tratti lo guarda. D fa finta di non accorgersene. È come se non fosse lì. Non sente niente di quello che sta attorno. Cerca solo di non pensare. Una mano si poggia sulla sua spalla. Si volta senza scatti. È suo cugino, un amico. L’ unica persona che vede con piacere. Si guardano. Non servono le parole, si possono dire tutto così. Poi il cugino si avvicina al tavolo e bacia la madre di D. Resta qualche secondo a fissare il tavolo, gli sembra terribilmente lontano. Sembra non avere senso quello che vede. Torna a fissare il caffè, in silenzio. Si avvicina il suo amico e gli fa cenno. Escono. L’ amico comincia quando sono sul pianerottolo, nelle scale.&lt;br /&gt;“Io vado D….potrai perdonarmi se me ne vado?”&lt;br /&gt;“No….ma non fa differenza. Ti capisco vai”&lt;br /&gt;“Non posso stare al funerale, non ho la forza scusa”&lt;br /&gt;L’ amico si accende una sigharetta, D non fuma. Un attimo di silenzio, sembra pesante e lungo.&lt;br /&gt;“Tra quanto pensi che se ne andranno tutti ‘sti pagliacci?”, è D a parlare. L’ altro sospira poi comincia “Per gli incidenti si perde sempre molto tempo tra ospedali e rilevazioni ed i parenti arrivano tardi a casa….almeno per un altro paio d’ ore penso, ma poi non è una cattiva cosa. Hai visto tua madre non può restare sola”&lt;br /&gt;“Non è sola. C’ è papà, sua sorella….tutta questa gente non conta niente”. Si sente altra gente arrivare. D chiede “Che ora s’ è fatta?”&lt;br /&gt;“Sono quasi le nove e mezza D”. Si guardano per un po’ senza parlare. È di nuovo D a parlare&lt;br /&gt;“Dovresti farmi un favore…..”&lt;br /&gt;“Non ti preoccupare avvertirò io tutti per la tua assenza. Domattina faccio un giro di telefonate.”&lt;br /&gt;“Grazie. Terrò il cellulare spento in questi giorni, non mi va proprio di sentire le condoglianze di estranei. Tu non temere, mi farò sentire io”&lt;br /&gt;“Allora resti. Quanti giorni starai?”&lt;br /&gt;“Non lo so. Non so neanche perché ho deciso di restare. Vedremo cosa capita. Ti farò sapere……tu piuttosto devi muoverti se devi tornare si sta facendo tardi”&lt;br /&gt;“Non temere, se me la prendo comoda staro per mezzanotte a casa”. Restano ancora un po’ sulle scale, zitti. Si sono detti tutto. L’ altro se ne va. Non basta il paio d’ ore per far andare via tutti, ne servono quasi tre. D resta seduto sulla sua sedia poggiata al muro per tutto il tempo. In silenzio. La madre fa l’ ultimo caffè prima che chi è rimasto in casa vada in stanza a fare finta di dormire. Questa volta lo beve. Lui va nella sua vecchia camera. Non dorme. Resta steso sul letto e guarda il soffitto. Si sforza di non pensare. Non si spoglia, si toglie solo le scarpe. Passa il tempo. Si alza ed esce sul balcone. Sente la madre che piange, piano, in sordina, ma piange. Sembra non gli faccia effetto, ma non ne è convinto nemmeno lui. Rimane fermo a guardare l’ orizzonete forse per un’ ora. Arriva l’ alba. Lenta, calda, silenziosa. Gli si infila un pensiero frivolo nella testa, forse sorride. Pensa che sarebbe stato bello in quell’ occasione avere il vizio di fumare. La luce del sole si fa evidente e pensa che nemmeno così gli piace quel posto. Entra dentro e sceglie i vestiti da indossare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3925340852328199394-2054953276715803314?l=potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/feeds/2054953276715803314/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3925340852328199394&amp;postID=2054953276715803314' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/2054953276715803314'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/2054953276715803314'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/2008/09/un-idea-folle-puntata-2.html' title='un&apos; idea folle - puntata 2 (Come illudersi di ritornare)'/><author><name>johnny</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02011491482958476415</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_GOImZpdFWFE/SJEeaVRwtlI/AAAAAAAAAAM/GDxHL0y4mRE/S220/ammazza.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3925340852328199394.post-7253879536594890488</id><published>2008-09-05T19:27:00.002+02:00</published><updated>2008-09-05T19:47:01.681+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='poesia'/><title type='text'>......una sul disprezzo</title><content type='html'>EPIGRAFE PER LA DISCESA ALL' INFERNO (titolo)&lt;br /&gt;L' ultimo gradino&lt;br /&gt;dell' inferno è ormai&lt;br /&gt;sceso e le&lt;br /&gt;ultime ore di&lt;br /&gt;quella notte i miei&lt;br /&gt;occhi videro&lt;br /&gt;sogni improponibili.&lt;br /&gt;Ma voi signori&lt;br /&gt;non sapeste udire&lt;br /&gt;le mie bestemmie.&lt;br /&gt;Il mio posto è&lt;br /&gt;di passeggere&lt;br /&gt;e le mie membra&lt;br /&gt;ardono per aver&lt;br /&gt;mischiato la mia&lt;br /&gt;aria alla vostra.&lt;br /&gt;La dicitura del veto&lt;br /&gt;è ormai pronunziata&lt;br /&gt;ed io non posso&lt;br /&gt;che inchinarmi&lt;br /&gt;alla giusta&lt;br /&gt;gaiezza della&lt;br /&gt;vostra miseria.&lt;br /&gt;Nell' acheronte&lt;br /&gt;affogheranno&lt;br /&gt;i vostri dispiaceri&lt;br /&gt;e vi convincerete&lt;br /&gt;che nei vostri&lt;br /&gt;sguardi c' era&lt;br /&gt;davvero qualcosa.&lt;br /&gt;Dai vostri&lt;br /&gt;occhi berrò&lt;br /&gt;tutte le mie colpe&lt;br /&gt;e potrò dipingere&lt;br /&gt;le vostre lapidi&lt;br /&gt;col mio sangue.&lt;br /&gt;Lo squittio&lt;br /&gt;della mediocrità&lt;br /&gt;nelle vostre&lt;br /&gt;orecchie&lt;br /&gt;risuonerà come&lt;br /&gt;il canto dei demoni&lt;br /&gt;in onore della&lt;br /&gt;mia presenza.&lt;br /&gt;Così la vostra&lt;br /&gt;infima conoscenza&lt;br /&gt;sarà parte di&lt;br /&gt;quel fango che&lt;br /&gt;imbratterà i muri&lt;br /&gt;senza che le&lt;br /&gt;mani dell' uomo&lt;br /&gt;ne siano&lt;br /&gt;sporcate.&lt;br /&gt;L' inferno darà&lt;br /&gt;nome alle vostre&lt;br /&gt;frattaglie e&lt;br /&gt;ne custodirà&lt;br /&gt;il ricordo.&lt;br /&gt;Gioite signori,&lt;br /&gt;poiché la&lt;br /&gt;fine viene&lt;br /&gt;e si prende&lt;br /&gt;tutto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3925340852328199394-7253879536594890488?l=potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/feeds/7253879536594890488/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3925340852328199394&amp;postID=7253879536594890488' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/7253879536594890488'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/7253879536594890488'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/2008/09/una-sul-disprezzo.html' title='......una sul disprezzo'/><author><name>johnny</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02011491482958476415</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_GOImZpdFWFE/SJEeaVRwtlI/AAAAAAAAAAM/GDxHL0y4mRE/S220/ammazza.jpg'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3925340852328199394.post-882512585266059269</id><published>2008-09-04T02:07:00.004+02:00</published><updated>2009-03-17T18:15:43.470+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='io'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dicerie scribacchierie'/><title type='text'>..le cose che se ne vanno.</title><content type='html'>E' finità. Capita, forse è persino giusto. Ho sempre pensato che ciò che rende le cose importanti veramente è che hanno una fine. E francamente lo penso ancora. Non che volessi finisse, ma non sempre possiamo decidere solo noi, altre volte le cose succedono e basta. E questa è successa. Non credo nei discorsi ottimisti che si fanno in queste occasioni, tipo "sii felicie perchè hai vissuto qualcosa". Sono stronzate di circostanza. Ne custodirò il ricordo ed è tutto quello che conta. Per ora mi basta. Forse rivivrà, in qualche modo, in una nuova cosa diversa, che ricomincerà. Forse. O forse no. Del resto non è questo che conta, conta che è finita. Io mi volto nel vederla andar via e la saluto, con nostalgia, che non è tristezza, ne sofferenza. Non troppa sofferenza se non altro. Penso di essere sotto sotto un tipo romantico, un tipo che nota e da importanza a quei piccoli particolari che tutta l' altra gente non riesce a vedere. Così mi fermo nel vedere passare certe cose della mia vita, certi periodi, certe persone. Ed ora sta passando. A tratti vorrei averla vissuta in modo diverso. Ma non posso cambiare ciò che sono, ne ciò che penso o ciò che provo. Quindi è tutta qui. E se ne va. Tra un po' mi volterò di nuovo e continurò a camminare. Un po' mi dispiace, ma è bella anche per questo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;p.s.ho mandato quella mail, mah vedremo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3925340852328199394-882512585266059269?l=potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/feeds/882512585266059269/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3925340852328199394&amp;postID=882512585266059269' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/882512585266059269'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/882512585266059269'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/2008/09/le-cose-che-se-ne-vanno.html' title='..le cose che se ne vanno.'/><author><name>johnny</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02011491482958476415</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_GOImZpdFWFE/SJEeaVRwtlI/AAAAAAAAAAM/GDxHL0y4mRE/S220/ammazza.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3925340852328199394.post-9141954927201504528</id><published>2008-09-02T04:55:00.010+02:00</published><updated>2009-03-17T18:16:13.325+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='a puntate'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dicerie scribacchierie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='narrativa'/><title type='text'>un' idea folle- puntata 1 (Come illudersi di ritornare)</title><content type='html'>Appunto un' idea folle venutami un paio di notti fa e rielaborata nel frattempo: diciamo un racconto a puntate, più o meno, quando mi vengono e come mi vengono...così di getto. E vediamo cosa ne uscirà...quindi beccatevi la prima puntata. (ah se avete anche per questo un titolo dite pure...e soprattutto ditemi se fa cagare)...(spero non sia troppo lunga!!)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ACCADE.&lt;br /&gt;E' fermo nella vasca da bagno. L' aqua caldissima nonostante il caldo di fuori. Occhi chiusi. E' sveglio però. Squilla il cellulare. Gli occhi si aprono lentamente, impreca a bassa voce. Con molta calma si solleva leggermente, prende un asciugamani. Secondo squillo, non gli mette fretta. Si asciuga le mani con cura e calma fin dopo i polsi. Terzo squillo. Un sopiro, attende. Ariva il quarto squillo. Si sporge dalla vasca, a terra cerca il cellulare, lo trova. Osserva il nome sul display, se ne stupisce. E' appena finito il quinto squillo. Risponde con voce bassa: "Pronto"&lt;br /&gt;"Ehi D sei a casa?" la voce dell' altro è cupa e tesa, come se stesse scomodo.&lt;br /&gt;"Si ma cosa vuoi?".&lt;br /&gt;"Tra due minuti sono da te"&lt;br /&gt;"Sono nella vasca........lo so che siamo amici ma non fa mai piacere la telefonanta di un poliziotto, me lo dici che c' è?"&lt;br /&gt;"Non a telefono...vestiti hai due minuti ti aspetto"..stacca.&lt;br /&gt;Si incuriosisce e decide che vale la pena vestirsi, se non fosse iportante non avrebbe fatto come ha fatto. Piano si asciuga, pensa che il suo amico può aspettare un po' di più che due minuti. Sceglie i vestiti. Li mette. Controlla le tasche, ha tutto. Chiude la porta e scende le scale con calma, non usa mai l' ascensore. Appena fuori vede l' amico impiedi appoggiato alla macchina, sta fumando. E' incredibilmente serio. Si avvicina. Ci mette un po' a parlare, fuma un po', sospira, poi comincia:&lt;br /&gt;"Mi dispiace D, un incidente con la moto, brutto.....senti non so come dirtelo. Tuo fratello, è morto sul colpo. Non ha sofferto, anche se non conta nulla, anche il passeggero non si è salvato..uno scontro con un auto, l' autista è morto anche lui. Circa tre ore fa. Scusa ma non riesco a dirtelo con delle parole migliori!"&lt;br /&gt;Silenzio. Fa due passi indietro, si siede sul marciappiedi, in silenzio. Pensa che ci aveva parlato la mattina al telefono, ieri lo aveva addirittura visto. Pensa anche che accade sempre così. Un attimo prima.....poi basta. Riguarda il suo amico. "Non ti preoccupare ti porto lì....ci devi andare D, non pensare a cosa è stato. Ci devi andare".&lt;br /&gt;Annuisce, ci deve andare lo sa anche lui. Salgono sopra in casa. Un' ora dopo sono in auto, in viaggio. Devono cambiare citta, regione, ma sono solo duecento kilometri. Se la prendono comoda, senza fretta. D resta zitto e guarda dal finestrini. Ogni tanto cambia stazione alla radio. Poi sente il suo amico che parla. Si volta verso di lui ed ascolta.&lt;br /&gt;"Quanto è che non ci vai?...Dua, tre anni?"&lt;br /&gt;"Tre."&lt;br /&gt;"Senti D mi dispiace ma io non resto. Ti porto lì e riparto quasi subito, non assisterò neanche alla funzione. Appena vuoi però ti vengo a prendere. Scusa, davvero."&lt;br /&gt;"Lo so che gli volevi bene.......mi lasci lì da solo eh!"&lt;br /&gt;"E' la tua famiglia D, non la mia"&lt;br /&gt;"Gia. Beato te!" ma non lo dice, lo pensa solamente, girandosi di nuovo verso il finestrino. Non sente più alcun rumore. Niente. Ne la radio, ne il rumore dell' auto. Guarda il paesaggio che offre l' autostrada. Riescie a non pensare a niente, e se ne stupiscie. Solo una cosa: gli pare triste e crudele che in Luglio inoltrano, alle 7:30 di sera, ci fosse ancora il Sole&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3925340852328199394-9141954927201504528?l=potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/feeds/9141954927201504528/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3925340852328199394&amp;postID=9141954927201504528' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/9141954927201504528'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/9141954927201504528'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/2008/09/un-idea-folle-puntata-1.html' title='un&apos; idea folle- puntata 1 (Come illudersi di ritornare)'/><author><name>johnny</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02011491482958476415</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_GOImZpdFWFE/SJEeaVRwtlI/AAAAAAAAAAM/GDxHL0y4mRE/S220/ammazza.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3925340852328199394.post-5468569045168400885</id><published>2008-08-28T04:49:00.004+02:00</published><updated>2008-08-28T05:01:55.577+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='poesia'/><title type='text'>...il mio inutile narcisismo</title><content type='html'>(IN ATTESA DI TITOLO)&lt;br /&gt;Frequente osservo&lt;br /&gt;il buio, il suo&lt;br /&gt;mirabile sorriso.&lt;br /&gt;Il gioco di silenzio&lt;br /&gt;che le ombre fanno&lt;br /&gt;nella poca luce.&lt;br /&gt;Con gusto&lt;br /&gt;mi perdo in esso.&lt;br /&gt;Mentre il sonno&lt;br /&gt;vigliacco&lt;br /&gt;mi resta lontano,&lt;br /&gt;arrendevole&lt;br /&gt;alla mia mancanza&lt;br /&gt;di devozione,&lt;br /&gt;il muto rumore&lt;br /&gt;della notte&lt;br /&gt;mi accarezza lieto.&lt;br /&gt;Il suo colore&lt;br /&gt;mi riempie per farmi&lt;br /&gt;riposare gli occhi.&lt;br /&gt;Gustandone il&lt;br /&gt;sapore lento,&lt;br /&gt;finalmente&lt;br /&gt;mi trovo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;......e si sono proprio un carcisista, e quindi posto questa mia poesia. Questa l' ho scritta io!! Pubblico questa poichè questa notte sono un po' come ero la notte che l' ho scritta. (nel caso aveste un titolo da propormi..........)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3925340852328199394-5468569045168400885?l=potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/feeds/5468569045168400885/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3925340852328199394&amp;postID=5468569045168400885' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/5468569045168400885'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/5468569045168400885'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/2008/08/il-mio-inutile-narcisismo.html' title='...il mio inutile narcisismo'/><author><name>johnny</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02011491482958476415</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_GOImZpdFWFE/SJEeaVRwtlI/AAAAAAAAAAM/GDxHL0y4mRE/S220/ammazza.jpg'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3925340852328199394.post-1672096102318787046</id><published>2008-08-25T04:41:00.005+02:00</published><updated>2009-03-17T18:16:57.032+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dicerie scribacchierie'/><title type='text'>....e i treni arivavano in orario!</title><content type='html'>Una di quelle notti che se ne sono andate via così, senza niente, con le migliori intenzioni tradite dalla mia stupidità, dalla mia assenza. Ci manca il tempo, eppure talvolta sembra interminabile. Talvolta basta non avere a mente cosa si ha da dire, ed il tempo si perde, la notte passa senza che di lei mi ramanga niente. Proprio non si capisce come riesca a passarla tutta la notte, così lunga. Basterebbe qualcosa........che sembra sempre più lontano e non riesco mai a capire cosa è che bastrebbe. E' volata questa notte, eppure l' ho persa nel far nulla, nel vagare, nelle patatine mangiate fuori l' auto, nell' inutile ricodare per poi decidere che è meglio lasciare perdere per oggi, magari tra un altro paio di giorni. Ho pensato a qualche anno fa, ad un sacco di gente che non vedrò mai più. Ed ecco che tutto il tempo è scappato via, così per un ricordo. Allora è meglio lasciarlo stare quel ricordo, metterlo lì dove deve stare, in disparte ma ben visibile, così che quando la notte mi sembrerà troppa lo tiro fuori ed è fatta. Ho letto vecchie mail che non cancello, inviate e ricevute, tutte di un bel periodo, ma anche questo è un trucco, il passato è sempre migliore, ricordare migliora le cose, le città, le persone, i vecchi amori, le amiche. Ed in verità rendersi conto che si è passati ci rassicura, ci illude di essere familiari, ci permette ci ricordarci come eravamo così da renderci migliori. Come sempre alla fine ho capito che è passata una fase, un periodo della mia vita, ed è incredibilmente strano sentirlo passare. So che non sono cambiato ma che dovrò affrontare diversamente quello che verrà e soprattutto quello che ricorderò che sarà venuto. Tutto in un ricordo di una notte. Allora mi chiedo: lasciare tutto come era, finito lontano nel tempo, oppure riprenderne qualcosa per portarlo qui nel presente rischiando di peggiorare anche quello che gia è stato? Una delle voci della lista....uno sfizio che non so se vale la pena. Allora ho pensato che per stanotte lascio stare, magari tra un altro paio di giorni. Tanto poi le notti vengono tutte una dopo l' altra, in una di queste lo so che metterò tutto di nuovo nel mezzo, che la mando quella mail e vedo cosa va a finire, che in fondo chi se ne frega, tanto i ricordi sono ricordi ed il resto non conta, io sono io ed anche se sono la parte peggiore va bene lo stesso, che se trovo tutto troppo cambiato basta che mi volto e qualche metro lo faccio camminando di spalle, che poi non sono l' unico che si lascia scappare le noti per qualche ricordo, che se nessuno mi capisce allora sono dalla parte giusta, che io lo so cosa voglio fare, mica mi frega degli altri. Le notti servono a questo no? mica a fare qualche altra cosa?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3925340852328199394-1672096102318787046?l=potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/feeds/1672096102318787046/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3925340852328199394&amp;postID=1672096102318787046' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/1672096102318787046'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/1672096102318787046'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/2008/08/e-i-treni-arivavano-in-orario.html' title='....e i treni arivavano in orario!'/><author><name>johnny</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02011491482958476415</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_GOImZpdFWFE/SJEeaVRwtlI/AAAAAAAAAAM/GDxHL0y4mRE/S220/ammazza.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3925340852328199394.post-430866245277240498</id><published>2008-08-20T20:26:00.004+02:00</published><updated>2008-08-20T21:02:56.917+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='camminante'/><title type='text'>il popolo delle tre</title><content type='html'>Oggi sono uscito di casa alle tre, cosa che non faccio mai praticamente, a quell' ora sono a casa e la mia giornata è appena cominciata (ho qualche problemino col sonno e quindi non faccio proprio una vita regolare), o al massimo sono all' università, ed anche in quel caso la mia giornata sta cominciando siccome non arrivo mai all' università prima dell' una. Insomma è rarissimo che a quell' ora sia per strada. Oggi però si, perchè dovevo andare in centro a prendere delle meccaniche per la chitarra, tra l' atro ho fatto un viaggio a vuoto perchè i due o tre negozi dai quali mi rifornisco erano ancora in ferie, e sono uscito alle tre perchè ho approfittato per stare fino alle cinque con Amica appena tornata dalle vacanze. A quell' ora c'è un popolo per strada che nelle altre ore in qualche modo è nascosto dal rumore della città. Alle tre no, alle tre non c' è rumore, per strada non c' è nessuno, tutti a casa o a lavoro, le strade sono vuote, ed alcuni negozi ancora devono riaprire, e c' è un popolo strano, quasi assurdo: il barbone che dorme su di una panchina; i vecchietti desolati che non hanno un cazzo da fare; i disoccupati nullafacenti che nulla vogliono fare; persone con vari problemi di tossicodipendenza; mamme un po' logore con figli a carico, sempre molti.....c' è tutta la desolazione della città. Forse perchè se stai bene mica giri per strada alle tre, o sei a lavoro o sai che non c' è nessuno e quindi che ci vai a fare per strada. Però questi personaggi assurdi ci sono, e non possono essere che lì, e nelle altre ore non li noti, forse perchè c' è troppa gente e rumore che ti distrae, o forse perchè vai di fretta verso casa e non ti frega di niente. Forse sono io che noto queste cose...non lo so, ma il popolo delle tre è fatto di gente strana che non vedresti alle otto di sera, non la vedresti così chiaramente, così libera. Per il resto la giornata è stata triste, mi ha dsolato vedere la citta così vuota e spenta alle sei e mezza di sera, perchè si è fatto quell' ora fra una cosa e l' altra, senza nessuno, solo coi turisti che vagavano come coglioni, i negozi chiusi, ancora molti, senza casino, senza rumori e voci, senza traffico. Pensavo di trovarla gia in moto, e ferma così mi ha fatto tristezza, inaspettatamente devo aggiungere. Inoltre verso casa una ragazza è svenuta nel buss, mentre io ascoltavo nel mp3 Use You di Dave Gahan a tutto volume, non sentivo niente, vedevo solo le labbra delle persone che si muovevano. In quel momento, solo in quel momento, mi sono sembrate troppe. Triste oggi e sopratutto inutile, mi tocca aspettare lunedì per le mie meccaniche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;p.s. Il mio amico Raffaele ha scoperto lui il Salento, vuole che voi lo sappiate, ed io lo scrvio. E' stato lui a scoprire il Salento!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3925340852328199394-430866245277240498?l=potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/feeds/430866245277240498/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3925340852328199394&amp;postID=430866245277240498' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/430866245277240498'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/430866245277240498'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/2008/08/il-popolo-delle-tre.html' title='il popolo delle tre'/><author><name>johnny</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02011491482958476415</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_GOImZpdFWFE/SJEeaVRwtlI/AAAAAAAAAAM/GDxHL0y4mRE/S220/ammazza.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3925340852328199394.post-7874282755409616186</id><published>2008-08-19T19:03:00.003+02:00</published><updated>2008-08-19T19:07:45.530+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nullafacenza'/><title type='text'>mamma mia la tab.....</title><content type='html'>Sto scrivendo delle tablature (o intavolature per i più dotti), per la chitarra, di cose mie, e sto cercando diessere il più preciso possibile.......oddio che palle!!!!!!!!!! Penso siano una delle cose più tediose che mi sia concesso pensare, saranno almeno nella top 5! Una palla pazzesca, anche in base alla difficolta della cosa che stai tablando.....non ce la faccio!!! Una palla allucinante!......Va beh torno a lavoro coi miei numeretti sulle corde!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3925340852328199394-7874282755409616186?l=potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/feeds/7874282755409616186/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3925340852328199394&amp;postID=7874282755409616186' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/7874282755409616186'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/7874282755409616186'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/2008/08/mamma-mia-la-tab.html' title='mamma mia la tab.....'/><author><name>johnny</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02011491482958476415</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_GOImZpdFWFE/SJEeaVRwtlI/AAAAAAAAAAM/GDxHL0y4mRE/S220/ammazza.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3925340852328199394.post-8712866234513377068</id><published>2008-08-17T20:44:00.004+02:00</published><updated>2008-08-17T21:24:24.902+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='camminante'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='io'/><title type='text'>il vaggio, il tempo, il passaggio.......</title><content type='html'>Tutto sembra un po' più fermo. L' aria inerziosa calda e pesante, ferma. E tutto sembra un po' più vecchio. Tutti stanno tornando, e tutto sembra passato. Il tempo è sempre padrone. Nemico dei poeti e dei pazzi. Eppure tutti si voltano per vederlo passare. Una condana che si deve amare, nella sua eterna vittoria. Odio vederlo passare, eppure è cosi bello voltarsi e guardarlo da lontano. In questi giorni mi è sembrato lento e bellissimo. Qualcuno parlava di ricordi, ed io non ho niente da ricordare, il che equivale a non aver niente da dimenticare, ma non importa. Serve solo fermarsi, restare li a guardare le cose passare. Rimanere fermi da qualche parte ti regala uno sguardo particolare, in qualche modo ti rende diverso, e ti fa vedere tutte le cose un po' più piccole, e sembra strano perche non ti accorgi di nessun cambiamento, senti solo il tempo che passa, ma lo senti solo per te, poi quando rigardi tutto in torno lo vedi cambiato tutto di un botto. Allora capisci che sei stato fermo, e stranamente ne resti sorprendentemente contento, sei sicuro che hai voluto stare fermo e guardi le cose ridendo, le vedi lontate, e non te ne frega niente. Allora è bello guardare il tempo passato, salutarlo come se ti stesse aspettando, come se non ti riguardase il suo passaggio, come se le cose stessero dove sono e tu invece abbia fatto una pausa solo per te, solo perchè tempo a te certe cose le fa fare. E ti capita di capire il perchè delle cose, quelle che ti interessano, le altre sono andate via senza che te ne fregasse niente. Allora è piacevole il tempo che ti passa di fianco, che ti saluta, vedere come tutto cambia mentre tu solo un po', che a te tutto quel tempo non è pesato. Ti volti e sorridi a tutti quelli che vedi, perchè tu sei stato fermo ma tutti sono rimasti indietro. E' come se tutto quello che è accaduto sia accaduto solo per te, e non ti fermi neanche più a spiegarlo, ti interessa solo che tu lo sappia e che il tempo ti abbia concesso questo regalo. Dopo riprendere il cammino è difficile, forse addirittura strano, ma nemmeno questo importa. Ora ci sei tu, ed il tempo quasi non ti pesa benchè passi, e gli altri sono lontani e ti sembrano migliori. Tutto è un po' più fermo ed un po' più bello, e ti sembra quasi che ti basti. Non ti va più neanche di spiegare, vuoi solo guardare le cose che passano e sorrdere un po'.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3925340852328199394-8712866234513377068?l=potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/feeds/8712866234513377068/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3925340852328199394&amp;postID=8712866234513377068' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/8712866234513377068'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/8712866234513377068'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/2008/08/il-vaggio-il-tempo-il-passaggio.html' title='il vaggio, il tempo, il passaggio.......'/><author><name>johnny</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02011491482958476415</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_GOImZpdFWFE/SJEeaVRwtlI/AAAAAAAAAAM/GDxHL0y4mRE/S220/ammazza.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3925340852328199394.post-1003161890842063232</id><published>2008-08-10T21:52:00.004+02:00</published><updated>2008-08-10T22:50:24.573+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nullafacenza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='io'/><title type='text'>la lista di agosto</title><content type='html'>Avevo deciso di restare a casa questo Agosto, stare un po' da solo e dedicarmi di più a me, per riprendere in mano quei progettini lasciati un po' da parte. Così avevo una lista di cose che in questo mese avrei completato o se non altro avrei portato a buon punto così da non abbandonarle più. Non ho mai avuto molta dimestichezza coi progetti, ma mi ero detto che in ogni caso la noia di stare a casa senza una minghia da fare mi avrebbe spronato. Beh..........Diciamo che il mese non è finito ancora. Questa è la lista di cose che avevo riservato per questo Agosto casalingo, alcune di esse sono in sospeso solo da qualche mese o meno altre da un bel po', mi azzarderei a dire da troppo!! Eccole tutte elencate in ordine sparso e non di importanza, così a casaccio:&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;dare una seria regolata ai miei ritmi soprattutto riguardo al sonno&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;finire di scrivere la tesi&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;leggere "L' amore ai tempi del colera"&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;leggere "Non si muore tutte le mattine"&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;tentare di recuperare i rapporti con alcune persone&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;riprendere in mano il libro di Topologia generale&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;studiarsi per bene la Teoria dei Gruppi&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;iniziare a suonare il sassofono&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;scrivere questa benedetta sceneggiature per il cortometraggio&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;riprendere lo studio del basso&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;organizzare tutti gli appunti e cominciare a scrivere il mio primo romanzo&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;cominciare a mettere qualcosa da parte&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;riscrivere al pc tutte le mie poesie&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Dovrebbe essere tutto. Forse sono troppe......però come si dice provarne cento per farne una. Siamo alla fine del 10 Agosto e di questa lista non ne ho fatta nessuna, cosa che mi fa temere di non portare a fine i miei scopi, apparte la questione della tesi che dovrò fare per forza, altrimenti diverse persone saranno pronte ad infliggermi severe punizioni corporali! Ho fatto però un compromesso con me stesso, di dubbia moralità mi verrebbe da dire, e cioè di prendermi ancora questa settimana per organizare le idee e le forze e di darmi come termine il 15 Settembre per verificare come sono andate le cose. Sono sfiduciato, ma voglio provarci. Mi rimane sempre la scusa del caldo che sarebbe pure in parte vera. Vedremo cosa riesco a fare e.....speriamo bene.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3925340852328199394-1003161890842063232?l=potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/feeds/1003161890842063232/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3925340852328199394&amp;postID=1003161890842063232' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/1003161890842063232'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/1003161890842063232'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/2008/08/la-lista-di-agosto.html' title='la lista di agosto'/><author><name>johnny</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02011491482958476415</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_GOImZpdFWFE/SJEeaVRwtlI/AAAAAAAAAAM/GDxHL0y4mRE/S220/ammazza.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3925340852328199394.post-1025239183382628426</id><published>2008-08-07T17:23:00.004+02:00</published><updated>2009-03-17T18:18:37.151+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nullafacenza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dicerie scribacchierie'/><title type='text'>sulla serietà......para pappà</title><content type='html'>Mi ero ripromesso che questo blog (che è il mio primo blog e spero anche l' unico altrimenti mi ricovero e non mi faccio più vedere) dovesse essere un blog serio. Però io ho qualche difficoltà ad essere serio, non nel senso che sono un cretino perdi tempo, va be magari un po' , ma nel senso che prendere le cose troppo seriamente mi risulta sgradevole, per così dire. Allora ho pensato che forse avrei potuto alleggerirlo un po', almeno nelle intenzione. Poi mi sono accorto di non aver perfettamente chiaro cosa intendessi con "alleggerirlo", ed ho anche pensato che sia grave non capire cosa si pensa, poi ho pensato ad un' altra cosa che non c' entrava niente e mi sono distratto. Così ho deciso: chi se ne frega. Quindi, siccome sbarellare un po' mi riesce facile, ho pensato che scriverò anche qualche puttanata su questo blog, come questa per esempio. Ma poi dire "puttanata" in un blog è deontologicamente scorretto? Boh! Va be.....magari cercherò di non esagerare, che mi sembra il massimo che possa fare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3925340852328199394-1025239183382628426?l=potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/feeds/1025239183382628426/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3925340852328199394&amp;postID=1025239183382628426' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/1025239183382628426'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/1025239183382628426'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/2008/08/sulla-serietpara-papp.html' title='sulla serietà......para pappà'/><author><name>johnny</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02011491482958476415</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_GOImZpdFWFE/SJEeaVRwtlI/AAAAAAAAAAM/GDxHL0y4mRE/S220/ammazza.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3925340852328199394.post-3133711627131105969</id><published>2008-08-05T20:17:00.004+02:00</published><updated>2009-03-17T18:20:03.304+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dicerie scribacchierie'/><title type='text'>il tempo e lo sazio si perdono l' uno nell' altro....così se puoi tornare prima resta dove sei!</title><content type='html'>Ho letto da qualche parte che scrivere sui blog è dannoso, affermazione difficile da contestare. Si continuava dicendo, dove ho letto la questione del blog, che bisogna scrivere su qualsiasi cosa e solo quello che si ha voglio di scrivere quando se ne ha voglia. La cosa buffa è che tutto questo era scritto su di un blog. Il che mi ha fatto ridere. Così ho pensato che bisogna dire tutto quello che si può dire, e che se lo si dice senza troppa serietà diventa tutto automaticamente vero. Basta mettere insieme le parole e magari infilarci qualche cazzata, e come per magia hai sempre ragione! Sembra quasi che avere qualcosa da scrivere voglia dire avere qualcosa da pensare. Preoccupante ma assolutamente divertente! Quindi per meglio calarmi nei panni del blogger esperto scrivo anche io qualcosa senza senso, così tanto per scriverlo.....come il titolo di questo intervento che non ci azzecca una mazza con quello che ho scritto, ma chi se ne frega. A dimenticavo.......va be l' ho dimenticato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3925340852328199394-3133711627131105969?l=potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/feeds/3133711627131105969/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3925340852328199394&amp;postID=3133711627131105969' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/3133711627131105969'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/3133711627131105969'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/2008/08/il-tempo-e-lo-sazio-si-perdono-l-uno.html' title='il tempo e lo sazio si perdono l&apos; uno nell&apos; altro....così se puoi tornare prima resta dove sei!'/><author><name>johnny</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02011491482958476415</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_GOImZpdFWFE/SJEeaVRwtlI/AAAAAAAAAAM/GDxHL0y4mRE/S220/ammazza.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3925340852328199394.post-5881673076810058051</id><published>2008-08-01T04:54:00.002+02:00</published><updated>2008-08-01T05:06:48.943+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='camminante'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='io'/><title type='text'>sulle strade che di notte sono delle altre........</title><content type='html'>Stanotte ho camminato. Era da un po' che non lo facevo. Qualche tempo fa era una necessità strasformatasi in una piacevole abitudine. Togliendo qualche raro pomeriggio in centro, la notte è l' unico momento in cui mi piace camminare. Oramai capita sempre più raramente, ma forse è meglio. Si dice che le cose che non fai spesso le puoi apprezzare meglio.....non lo so. Stanotte ho camminato da solo nelle strade deserte con la musica altissima nelle cuffie. E' tutto diverso, vuoto, un po' più vicino. Camminando rifletto, ed a volte ricordo. Stanotte mi è capitato di ricordare e di accorgermi che le cose sono assai diverse, cosa che faccio assai raramente. Forse dovrei camminare più spesso di notte, come prima, così potrei convincermi che è tutto uguale. Ed in fondo lo è. Ma in verità non me ne frega niente se le cose sono cambiate o no, in verità se non cambio io non cambia niente. Mi basta. Così la notte mi piace ancora camminare. Mi basta.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3925340852328199394-5881673076810058051?l=potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/feeds/5881673076810058051/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3925340852328199394&amp;postID=5881673076810058051' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/5881673076810058051'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/5881673076810058051'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/2008/08/sulle-strade-che-di-notte-sono-delle.html' title='sulle strade che di notte sono delle altre........'/><author><name>johnny</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02011491482958476415</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_GOImZpdFWFE/SJEeaVRwtlI/AAAAAAAAAAM/GDxHL0y4mRE/S220/ammazza.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3925340852328199394.post-9115542805817017723</id><published>2008-07-31T17:20:00.004+02:00</published><updated>2009-03-17T18:21:04.752+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='caldo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='io'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dicerie scribacchierie'/><title type='text'>il caldo, il silenzio........</title><content type='html'>L' estate mi rende un po' più triste, ed un po' più solo. Sono un tipo invernale. La cosa buona è che con la città che si svuota si è più tranquilli, si può stare un po' di più con se stessi. In verità non è che faccia tutta questa differenza, in verità come scusa oramai non reggie più. Il silenzio mi emoziona, e mi assomiglia, solo a volte mi sembra troppo. Il caldo mi fiacca, è meglio dire così. Questo agosto ho una lista interminabile di cose a cui dedicarmi, forse non ne farò nessuna, ma almeno starò per conto mio e se non altro ci proverò. Una su tutte cercare di regolarmi col sonno. Il fatto è che il caldo mi fiacca, non lo sopporto........che come scusa mi pare plausibile.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3925340852328199394-9115542805817017723?l=potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/feeds/9115542805817017723/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3925340852328199394&amp;postID=9115542805817017723' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/9115542805817017723'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/9115542805817017723'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/2008/07/il-caldo-il-silenzio.html' title='il caldo, il silenzio........'/><author><name>johnny</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02011491482958476415</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_GOImZpdFWFE/SJEeaVRwtlI/AAAAAAAAAAM/GDxHL0y4mRE/S220/ammazza.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3925340852328199394.post-6500558083253616385</id><published>2008-07-31T04:46:00.003+02:00</published><updated>2009-03-17T18:21:43.695+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dicerie scribacchierie'/><title type='text'>e si che dire.........</title><content type='html'>Scrivere a volte è meglio di parlare. Puoi dire stando zitto, puoi parlare senza rompere il silenzio, senza far sentire la tua voce. E non è poco. Anzi. Si ha meno pudore scrivendo, e sei costretto a scegliere meglio le parole, sono tutto quello che hai, l' unica cosa che puoi usare.......Quindi ecco qui. Un blog è proprio quello che ci vuole, anche per sentirsi un po' stupidi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3925340852328199394-6500558083253616385?l=potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/feeds/6500558083253616385/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3925340852328199394&amp;postID=6500558083253616385' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/6500558083253616385'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3925340852328199394/posts/default/6500558083253616385'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://potrebbeservireunpodisilenzio.blogspot.com/2008/07/e-si-che-dire.html' title='e si che dire.........'/><author><name>johnny</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02011491482958476415</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_GOImZpdFWFE/SJEeaVRwtlI/AAAAAAAAAAM/GDxHL0y4mRE/S220/ammazza.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry></feed>
